MENU

La Luna nuova di marzo annuncia con la Pasqua anche dieci giorni di primavera.

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
Torna un "inverno d'antan". Con le sue grosse nevi prima, poi con i suoi geli artici

Questo sabato 13 inizia la “Luna nuova” di marzo e tanto vale aggrapparci alle antiche consuetudini per sperare l'attesa svolta del tempo. “La luna marsôlina a fa cherse l'insaladina” è un detto della nostra meteorologia popolare che tutti conoscono, soprattutto quelli che ne approfitteranno per cominciare le prime arrischiate semine all'aperto. L'orto quando arriva la nuova Luna “di Pasqua” può infatti cominciare a rinascere. Lo farà con maggiore fatica quest'anno rispetto alle rutilanti giornate del febbraio scorso, mese terribile per la scoperta del covid in casa nostra ma splendido per il clima caldo, ormai primaverile di cui però non potevamo godere. Quest'anno -ancora infestato dal covid- tutto appare in ritardo sulla nostra collina così come in campagna. La Mirabelle non ancora fiorita è battuta dall'albicocco di Costigliole che apre le prime corolle. Un po' di giallo di forsizia  sui rami quasi spezzati dalle nevicare di gennaio, mentre per il resto domina il marrone sotto un cielo che stenta a diventare sereno dopo una settimana che ci aveva fatto tanto sperare. Ma conviene non disperare, anzi. Le prime puliture per l'orticello saranno favorite oltre che dalla luna “che cambia il tempo” anche da un anticipo di sereno e di venti tiepidi che ci attendono nel fine settimana. Finiscono da mercoledì, le brume da Est che ci hanno riportato nel fine settimane pioggette e temperature massime attorno o addirittura sotto i dieci gradi con notturni quasi invernali per umidità e accenni di gelo. Da oggi prevale l'Occidente, lo scorrere di venti che a volte possono anche essere impetuosi in altura ma che sulle piane del catino alpino diventano brezze dal sapore quasi dimenticato della primavera. I Greci. I Latini e il Petrarca l'avrebbero chiamato Zefiro questo vento che fa tornare il bel tempo. Chiamiamolo così anche noi,  tanto più che in fine settimana si confonderà o diventerà -se preferite- un gradevole soffio di Foehn che riscalderà tra venerdì e sabato anche la Granda. Pazientiamo ancora oggi e giovedì quando pur con la prevalenza del sole avremo la notte temperature più fresche (per il cielo sereno) e massime ancora di poco sopra i 10 gradi. Da venerdì cambia tutto e prima i rèfoli dal mare e poi, tra venerdì e domenica, le discese di Foehn dalle Alpi settentrionali -investite da burrasche che si fermano contro la barriera alpina- porteranno le massime prima a 15, poi a 16 e infine domenica a 18 gradi. E non sarà finita perché, quasi per il sigillo impresso dalla Luna nuova di Marzo (che, ropetiasmo è quella di Pasqua) avremo un filotto di sette/dieci giorni con temperature medie di 11-12 gradi ( e massime tra i 15° e i 19°) che ci daranno i primi veri tepori primaverili. E allora sarà tempo di avviarsi a quelle prime risicate semine nell'orto che privilegeranno anzitutto prezzemoli, sarsèt e tutto ciò che può resistere bene alle inevitabili ricadute fredde. Che ci saranno, inutile sperare altrimenti. Ma, visto che le previsioni dei modelli matematici parlano per noi di bel tempo fino al 22-23 di marzo, c'è da pensare che se arriverà ancora qualche botta invernale potrà essere soltanto dopo la Luna nuova del 12 aprile. La temuta Luna “rossa” che fa “bruciare” gemme e germogli sul nascere nelle notti serene che seguono alle frustate fredde dei “santi di ghiaccio”.  Non paventiamo però il clima possibile di dopodomani. Per il momento di giorno in giorno converrà godere dei tepori e del sole che questo marzo sembra al memento intenzionato a regalarci sia oggi che domani.
romano.fulvio@libero.it

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl