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Seconda primavera con il Covid e la Pasqua si annuncia con nuvole piogge il dopo Pasquetta con nuovo freddo.

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Torna un "inverno d'antan". Con le sue grosse nevi prima, poi con i suoi geli artici

 
Seconda primavera con il Covid e seconda bella stagione che rischia di venirci rubata. Soprattutto per chi, pur essendo ultra settantenne non ha ancora ricevuto uno straccio di vaccino. Questo finale di marzo ci regala nel suo spirare quattro-cinque giorni di primavera che è una quasi-estate tanto le massime si sono inoltrate oltre i 20 gradi e le notti si sono fatte ormai tiepide. Il vedere tanto sole investire ormai senza ritegno o esitazioni i campi e le balze collinari facendo così fiorire d'un tratto- quasi a comando- i ciliegi selvatici disseminati dai merli sulle nostre alture prossime alla pianura ci ripaga del magone che ci prende nell'aver assistito all'ultima tragicommedia regionale sui vaccini. Ricordate quando i responsabili “politici” (chiediamo scusa a Platone e alla sua “Repubblica”) annunciavano con vigore plastico che “anzitutto saranno vaccinati gli anziani, i più esposti al virus, poi procederemo con medici ed infermieri e con le altre classi di età”... ? Lo ricorderete senz'altro perché sono di questi giorni i dati regionali (oltre che quelli statali) che ci rivelano che una minima parte degli ultra-ottantenni ha ricevuto il vaccino e ancor meno gli ultra-settantenni, del tutto esenti finora, mentre giovani e meno giovani, ognuno per la propria “categoria”, hanno fatto il pieno dei vaccini disponibili. Mentre, ed è qui che la farsa diventa tragedia, ben il 90 % e più dei decessi riguarda proprio gli ultra-settantenni... quelli rimasti con pochi o nessun vaccino! Per di più, a questa sfortunata classe di età (evidentemente destinata al macello dai “politici”) si promette ora proprio l'unico tra i vaccini che ha destato e desta preoccupazione in Europa e negli USA non solo o tanto per il poco numero di decessi che sembra aver provocato (direttamente o indirettamente) ma, nel caso degli anziani, soprattutto per gli effetti secondari che provoca a livello della circolazione periferica e altre patologie.  Di cui oggi si lamentano anche molti insegnanti, cui quell' AZ è stato inoculato dopo essere stati messi nell'unica “categoria” non ritenuta dai “politici” degna dei vaccini più sicuri. E, siccome per le cosiddette “categorie” non è stato applicato il criterio dell'età, oggi ci troviamo con ventenni, trentenni, quarantenni, che hanno meno dell'1% di possibilità di morire per il Covid ma che, grazie all'iscrizione a chissà quale “categoria” se ne vanno a spasso tranquilli con il loro vaccino in corpo e, naturalmente, senza mascherina. Il caldo di questi giorni ci farebbe sperare comunque in un arretramento del morbo che finora non si è visto. Non fosse che... non fosse che la Pasqua sembra metterci un bastone tra le ruote non solo perché le nubi e le piogge previste nel fine settimana ci richiuderanno ancora più nei locali chiusi o comunque in casa, ma anche perché la ricaduta termica “invernale” è dalle nostre parti sempre dietro la porta. Specie in questi momenti stagionali di passaggio che in genere durano fin oltre la Pasqua, a volte addirittura fino all'Ascensione. Ricordiamoci il bel detto piemontese secondo cui ”L'invérn a dura fin-a Pasqua e, a l'envirôn, fin-a l'Ascensiôn...!”. Cosa sta per succedere? L'anticiclone africano che ci ha portato massime fino a 25 gradi cede il passo ad una perturbazione che inizialmente spirerà nuvole, piogge da Sud -Sud Est da un vortice creatosi sul mare. Durerà questa fase da venerdì, con poche gocce e acquazzoni specie montani, a sabato-domenica con piogge che investono gran parte della Granda localmente  moderate. Ma, da lunedì (Pasquetta!), entrambi i modelli principali prevedono l'arrivo da Nord Est di aria più fredda. E allora le massime potrebbero precipitare anche di 10-15 gradi rispetto al presente. E la primavera sarebbe tutta se non da rifare, perlomeno da “riprendere”!
romano.fulvio@libero.it

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