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Prime giornate calde di luglio. Da domenica nuovi temporali e temperature moderate.

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Torna un "inverno d'antan". Con le sue grosse nevi prima, poi con i suoi geli artici

Possiamo dire che la Granda e il Nord Ovest nell'occasione della forte perturbazione che ha colpito la Renania-Palatinato oltre che l'Olanda, il Belgio e infine l'Austria è stata in qualche modo fortunata nel ricevere soltanto le spire estreme meridionali del vortice che dalla Franca è trascorso verso Sud Est con gli immani disastri e lutti che ne sono seguiti. Questa estate sempre strana si è caratterizzata per riservare a questo nostro angolo nord-occidentale una posizione sul discrimine tra un forte anticiclone a Sud di origine mediterranea-africana e, a Nord, varie depressioni che da giugno si alternano provocando da noi temporalate e nubifragi seguite da sprazzi di sereno e di caldo, mai però finora eccessivo. Nell'ultimo di questi eventi i nubifragi locali con tempesta si sono fatti più intensi sulle pianure cuneesi, ma nulla in confronto a quanto succedeva al di là delle Alpi. È stato detto che l'alluvione tedesca è stata causata dalla situazione di blocco in cui si è trovata la depressione colma di aria fredda in quota tra due zone di alta pressione, una ad ovest e l'altra ad Est. È la configurazione ad omega (anticiclone-depressione-anticiclone) che impedisce al centro perturbato di scorrere via in modo da non insistere troppo sullo stesso bacino imbrifero. Diminuiscono le differenze di temperatura tra Artico e zone temperate e la motilità di depressioni e di anticicloni diminuisce. Succede così che il maltempo insiste più giorni sulla stessa zona, come avviene anche per il bel tempo. Gli anticicloni permangono per settimane tanto da innescare temperature alte e scatenare siccità e incendi. Invece quando piove sono alluvioni bibliche. Domenica (e poi lunedì) con la rimonta anticiclonica atlantica abbiamo avuto le prime giornate degne del luglio “mese più caldo” con temperature medie sopra i 25 gradi e con massime di 33°. I nostri orti e giardini hanno cominciato ad avere sete, tanta sete. Le piogge temporalesche, per definizione “locali”, possono aver evitato i nostri curati pezzetti di terra con ortaggi sempre da bagnare mentre le rose “hanno le spine”, secondo il detto popolare e quindi... non patiscono la siccità. La terra è secca in questo luglio e questa settimana (nonostante qualche pioggia temporalesca che si delinea per mercoledì e poi giovedì ma solo sull'arco alpino) si preannuncia calda ma tutto sommato gradevole, perché l'aria è ancora secca e qualche brezza rinfresca alla sera. Da giovedì vi sarà più umidità perché da Sud avanza l'Africano tanto da invadere la Granda fino a sabato sera. Nuovo aumento delle temperatura con punta massima proprio sabato con 33 gradi su Monregalese e Cuneese e 35 sulle Langhe di Alba e sul Roero. Ma già sabato sera ecco il ritorno dell'Atlantico e delle sue ricorrenti depressioni guasta tempo. Continua così il refrain, il ritornello di questa estate. Non appena il caldo morde, come logico che faccia a luglio, ecco che da Nord Ovest arrivano gli sbuffi di depressioni che investono in pieno il Centro Europa. Pioverà di nuovo sulla martoriata Germania e speriamo che questa volta il vortice depressionario riesca a scorre più rapidamente verso Est. Da noi da domenica ancora temporali e speriamo che non siano nubifragi o addirittura tornadi. Serviranno a moderare di nuovo la temperature e a riprodurre un copione meteo ormai consolidato.
romano.fulvio@libero.it

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