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San Pietro ai vincoli libera le prime frescure in attesa della “rottura” dell'estate.

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Torna un "inverno d'antan". Con le sue grosse nevi prima, poi con i suoi geli artici

L'altro giorno, lunedì 1° agosto, per la prima volta mentre eravamo sulla collina che ci è cara abbiamo sentito un'aria settembrina con quei sentori montani nell'aria e quelle sensazioni di fresco che da settimane nonostante i ripetuti temporali non avevamo ancora provato. Perché quello è un sentore unico, che non si può confondere né con il precipitare delle temperature per una pioggia improvvisa né per una grandinata che imbianca di ghiaccio le strade e i campi. No, quest'altro avviene quando il cielo reso terso da qualche folata transalpina si accompagna a qualche nuvola nembo che indugia sulla corona alpina senza essere sgradevole, anzi. Specie dopo tante vampate di calore afoso come quelle che a tratti ci hanno invaso dal Mediterraneo. Allora abbiamo pensato che ormai l'autunno è vicino e che quasi quasi ci sembra di trovarci in quelle giornate di dopo San Rocco di qualche anno fa quando il primo temporale si scaricava da Ovest facendoci trovare d'incanto tra le chiare e trasparenti frescure di settembre. Ricordi di un tempo “normale” ritrovato almeno nel ricordo. La processione popolare e la festa nel borgo di Ponente in cui si finivano le vacanze estive e i primi “Cìu”, le lumache di quella balza affacciata sul mare, che uscivano d'un tratto a frotte dai fiori di campo dopo aver ritrovato un'acqua piovana data ormai per dispersa. Ecco, tra tutte forse è questa la “normalità” che ci piacerebbe ritrovare. La primavera che esplode in maggio, i calori che bruciano a giugno, la calura di luglio che fa esplodere l'estate e poi, sopportate le caudane di agosto, ammirate le stelle cadenti di san Lorenzo, un Ferragosto senza pretese seguito appunto dal ristoro di san Rocco. Invece cosa abbiamo patito in questa strana estate 2021, la seconda marchiata “covid”? Una ininterrotta altalena tra tentativi di caldo africano e scorrerie atlantiche con nubifragi, grandinate tempestose raramente osservate e così via. Un tempo che dà ansia, che cozza con il riposo che l'estate pretende e che porta disastri inauditi alle campagne oltre che danni proprio nei giorni in cui la calma dovrebbe riposarci. Avremo modo di tornare anche con le cifre su questa situazione così dispersa, che ha distrutto un campo senza toccare quello vicino, che ha allagato zone e rese brulle altre poco lontane, con temperature così diverse se sei in città  oppure nella natura esposta. Fatto sta che “san Pietro ai vincoli” sembra aver liberato la frescura mattutina che prelude a settembre e questa settimana sarà ancora dominata dalla variabilità di nuvole, piogge e temporali grazie alla continuazione di questa fase climatica atlantica che sta conquistando non solo il Nord Ovest ma tutto il Paese. La prima ondata perturbata la aspettiamo tra martedì sera e mercoledì specie nel pomeriggio -sera con temporali e maltempo che dura qualche ora e massime che potrebbero scendere sotto i 20 gradi. Le minime saranno ancor più autunnali di quelle sopra descritte, con valori anche di 14 gradi. Più incerto il quadro per il fine settimana con una seconda ondata atlantica che potrebbe infiltrarsi facendo piovere prima sull'arco alpino e poi, domenica pomeriggio-sera, anche in pianura. Rialzo termico previsto invece per la prossima settimana.
romano.fulvio@libero.it

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