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E’ aperta la caccia alle stelle cadenti

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Torna un "inverno d'antan". Con le sue grosse nevi prima, poi con i suoi geli artici

Come si fa a non parlare delle stelle cadenti quando scocca l’ora del 10 agosto… Data, diciamoci la verità, ormai troppo abusata e da cui rifuggiamo davanti al televisore per non ascoltare le solite raccomandazioni per (non) osservare le Perseidi. Quel “ non” è una provocazione voluta tante sono le volte in cui, nonostante raccomandazioni e spiegazioni del fenomeno, i nostri interlocutori non sono riusciti a vedere un bel nulla. Tra le luci che abbondano ormai anche nelle più sperdute lande, vuoi per l’insipienza di pretendere di scorgere oggetti fatui che durano un attimo in un cielo spesso lattiginoso i nostri amici “astronomi per una notte” ne escono delusi, magari millantando osservazioni non solo fatue, ma false. Se poi ci si mette anche il meteo... beh allora il problema è risolto in partenza. Eppure, nonostante queste (poche) sfortunate prove non ci stancheremo mai di invitare amici e conoscenti a mostrare ai loro figli e nipoti le meteore del 10 agosto, che in realtà quest’anno - diciamolo subito - arriveranno un po’ più tardi nella mattina prima dell’alba dì venerdì 13. Perché insistiamo per rivolgere un attimo lo sguardo in alto? Anzitutto perché guardare in alto significa dimenticare di razzolare sempre in basso, nelle abitudini a volte meschine della quotidianità. Ma soprattutto perché quel barlume scorto per un attimo sotto la volta celeste può significare per ognuno di noi e specie per i bambini qualcosa di importante. E non tanto per i desideri da esprimere, stella per stella (quelli sono da esprimere perché no) ma sono la premessa di qualcosa di altro. L’introduzione possibile di una curiosità che da sempre è all’origine di ciò che genericamente chiamiamo “ filosofia” ma che è l’intelligenza, il desiderio di capire al di lá dei refrain delle banalità che sovente vengono scambiate per informazione. D’altronde è lo stesso Giovanni Schiaparelli, l’astronomo di Savigliano diventato famoso nel mondo proprio per la sua dimostrazione dell’origine delle stelle cadenti dalle comete, a rivelarci nelle sue memorie che la sua curiosità scientifica nacque da due osservazioni infantili: quella della via Lattea e quella delle lacrime di San Lorenzo indicategli entrambe dal padre proprio dal buio delle nostre campagne. E allora allontaniamoci dalle luci, meglio se su una collina o costa alpina con vista a 360 gradi e prima dell’alba (è questo il momento migliore) aspettiamo approfittando delle temperature minime in risalita il momento in cui dalla costellazione di Perseo vedremo un torrente (ve lo auguro) di stelle filanti arrivarci addosso come la neve dietro i tergicristalli in una notte d’inverno. È la settimana del caldo estivo, come tradizione vuole per San Lorenzo. Vedremo il termometro salire tra giovedì e venerdì oltre i 30 gradi. L’Africano è finalmente (per lui) riuscito ad occupare il nostro cielo e vi rimarrà forse fino all’ultima settimana di agosto. Il nostro giardino soffre la siccità , il piccolo orto ancora di più. Ma noi oggi ed in queste notti penseremo soltanto alle lacrime di San Lorenzo e alle tradizioni ed ai racconti che le accompagnano. romano.fulvio@libero.it

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