MENU

Dopo la sfuriata afosa di Ferragosto l'estate torna “umana”, ma senza pioggia.

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
Torna un "inverno d'antan". Con le sue grosse nevi prima, poi con i suoi geli artici

Mondovì ha sete, Cuneo diventa ogni giorno più secca, la Granda patisce. Forse non tutta ma quella che non si lamenta oggi per l'arido piange per la grandine di ieri. È il Piemonte del Sud e in particolare la nostra provincia ad allarmarsi e a gridare al vento – spesso senza essere ascoltata- che qui non piove più. Da un bel po' non abbiamo una di quelle salvifiche leggere piogge estive, tranquille ma continue, che risanano un po' tutto così come fanno bene quasi a tutti. Risanano le piante, molte già a metà agosto con le foglie gialle. Ravvivano i giardini: non ricordiamo anche nel nostro piccolo e selvatico angolo di collina un anno così tribolato tra cura mancata dei fiori per dover attendere sempre ad altro, qualcosa di più urgente ancora. Piogge mancano che rivitalizzino gli orti, anche questi così abbandonati dalle piogge per di più in un anno che si sperava di completo post-covid e di totale, appagante ritorno alla natura ed alle campagne abbandonate nel 2020. Solo sognate dalle finestre e dai balconi di casa. La statistica è impietosa. Soltanto 322 millimetri di acqua piovana su Mondovì dall'inizio dell'anno ad oggi. Cuneo è messa ancor peggio, con 273 millimetri mentre dovrebbe averne visto, se la norma statistica fosse rispettata, almeno 531...! Cosa succede? E perché ci càpita dopo quel 2017 che ancora ricordiamo per il filino d'acqua che stentava ad uscire dalla nostra sorgente e che ci faceva temere, dopo decenni di spensieratezza, che la falda fosse ormai talmente bassa da abbandonarci ad un futuro di desertificazione privata, ma ben presto estesa a molti se non a tutti. Allora furono nel Cuneese-Monregalese nemmeno 500 millimetri nell'anno e la domanda che ci poniamo oggi è quanti saranno alla fine di questo di anno. Dopo i giorni della gran calura della canicola ferragostana l'estate non ci abbandonerà ancora. Farà ancora bello, sereno, e soprattutto caldo. Ma non più quello provocato dalle arie umide e pesanti subtropicali che hanno segnato il tempo di questa metà di agosto. Il ferragosto monregalese, mai come quest'anno puntuale con la canicola,  ha regalato 34 gradi di massima sabato 14, la stessa calura comminata il 1° agosto del 2020. Trentaquattro gradi non sono pochi, tanto più se replicati o quasi per cinque-sei giorni. Ma nulla in confronto -lo ricorderete- ai terribili giorni di fine giugno-inizio luglio del 2019 pre-covid quando nelle campagne si toccavano i 38 di gradi, mentre nel centro città si boccheggiava sul cemento con qualche grado in più ancora. Insomma, quest'anno il caldo vero si è fatto vivo a metà agosto e non prima. Difficile che torni, almeno così vivo e intenso, ancora nel finale della  stagione meteo estiva. La buona notizia è che l'Africano è ormai sostituito dall'anticiclone atlantico di provenienza azzorriana, ben più mite e fresco del suo parente marocchino e padrone un tempo delle nostre migliori vacanze al mare e in montagna. Grazie ai flussi occidentali le temperature tra mercoledì 18 e venerdì 20 torneranno ad essere “umane” con massime di 29 gradi o poco più e minime rinfrescanti il mattino all'alba con 16-18 gradi o anche più se ci si trova nella città di cemento ed asfalto. Nel fine settimana, tra sabato e domenica le massime torneranno ad alitare oltre i 30 gradi ma saranno 32 gradi sopportabili perché più secchi o perlomeno meno umidi di quelli ferragostani. Un transito nuvoloso e forse temporalesco potrebbe -speriamo- inumidire un po' qua e là le nostre campagne, ma non speriamoci troppo. Poi nulla più sino a fine mese. Sole, caldi moderati, notti fresche.
romano.fulvio@libero.it

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl