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È finita la canicola, ma l'estate “longa” resiste.

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Torna un "inverno d'antan". Con le sue grosse nevi prima, poi con i suoi geli artici

Abbiamo rischiato di battere il record del caldo dell'estate 2003. Ma non sarà così, per fortuna nostra. Alla fine ringrazieremo -come stiamo già facendo- quest'ultima settimana/nove giorni di agosto che ci hanno evitato un altro stressante primato di un caldo che appare sempre più inarrestabile. Soprattutto saremo loro grati perché ci hanno permesso di rifiatare dopo una delle canicole più asfissianti della nostra storia meteo. Infatti quella mesata dal 22 luglio al 22 agosto in cui il Sole supera nel suo apparente viaggio tra le stelle la costellazioni dei cani da caccia del gigante Orione (e per questo chiamato  periodo “canicolare”) si è espressa quest'anno in un crescendo termico parossistico che dal 10 agosto a domenica scorsa, ha celebrato come raramente avvenuto nella nostra storia il Ferragosto. È stata una festa agostana di calori prolungati che ha sottolineato ciò che da anni ormai succede. Qualcuno ricorderà ancora come qualche decennio fa era il classico temporale di San Rocco (16 agosto) a decretare quella “rottura dell'estate” attraverso cui entrava in pompa magna l'autunno. Eravamo al mare, nel primo entroterra di Ponente, ed era sorprendente vedere come con la prima pioggia su quella terra riarsa spuntassero da un lato i primi funghi “sanguìn” e dall'altra tra le foglie e i ruderi le lumache del posto, i celebrati e ricercati “cìu”. Poi, di anno in lustro e di lustro in decennio la “rottura” estiva si è di volta in volta spostata. Prima all'ultima settimana di agosto, poi alla prima di settembre e infine addirittura a fine settembre o ai primi di ottobre.  Un'estate infinita, che in questo spazio abbiamo più volte definito nell'ultimo ventennio “longa”, quasi fosse una “scalinatella” che di anno in anno sprofonda sempre di più a invadere e cancellare l'autunno. Insomma, non crediate che dopo l'ennesima sventagliata fresca settentrionale (favorita dallo spostarsi a Nord Ovest dell'Anticiclone atlantico che con il suo moto orario la spinge all'ingiù verso di noi) l'estate si sia già rotta. No, è soltanto finita la “canicola”, e questo già ci basta. Non avremo più quelle massime sopra i 32 gradi da qui a fine mese e ad inizio settembre ma ci accontenteremo volentieri dei 25-26 gradi proposti accompagnati da minime di 15-17°. Non ci accontenteremo invece delle poche gocce con cui al momento la siccità 2021 intende chiudere agosto con campi ormai duri e impermeabili, colture con le foglie mosce e l'ingiallimento precoce delle fronde accompagnato dalle cascole dei frutti bruciati dai raggi solari. Di pioggia ne avremo, almeno nei prossimi giorni, poca. Qualcosetta, pochi millimetri, mercoledì quando esce il giornale. Poi qualcosa sabato e forse, fino alla prima settimana di settembre compresa, niente più. Questa la situazione ventura secondo i modelli previsionali. La novità vera saranno le temperature. Già calate e di molto dal 23, subiranno un altro crollo, le minime, giovedì e poi sabato con l'arrivo di arie fredde da Nord Est. Allora sentiremo, la mattina presto, i primi aliti di un autunno che speriamo bagnato, ma tranquillo.
romano.fulvio@libero.it
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