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Siccità ed alluvioni. Dopo “Christian” che ci ha evitati, ancora bel tempo.

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Torna un "inverno d'antan". Con le sue grosse nevi prima, poi con i suoi geli artici

Questi eventi meteo, questi disastri di inizio ottobre ci dicono che ormai siamo entrati in un vicolo che rischia di diventare cieco. L'anno scorso tra il 2 e il 3 ottobre è toccato alle valli Roya e Tinée, alla Val Vermenagna e per l'ennesima volta alla val Tanaro. Quest'anno sono stati il savonese Letimbro e la Bormida, con una piccola deviazione dell'asse della perturbazione formatasi sulla Baleari a partire da un minimo presente sulla Gran Bretagna, ad essere sconvolti da quantità enormi di pioggia cadute in poche ore, pochissime ore. A Cairo, nel comune di Cairo, quasi 500 millimetri d'acqua in sole sei ore. Corrispondono a 500 litri su ogni metro quadro di quel territorio, una quantità “monsonica”, degna di entrare nel triste palmarès dei primati italiani della pioggia caduta in un solo quarto di giornata. Anche l'anno scorso al Pancani, sopra Limone i millimetri caduti furono attorno ai 500, ma scesi a terra in 12 ore, non in sei come in Liguria. Qualcuno dice “Ma è autunno ed è logico che piova. Anzi, vista la siccità...” . Certo, autunno lo è, nonostante il prolungamento dell'estate nei caldi di settembre. A Mondovì, dati Arpa dell'Agrario, i gradi medi del settembre appena finito sono stati 18,9, nettamente sopra media e appena poco dietro i 19,3° del 2018 e dietro anche ai record del 2011. Un settembre estivo fino quasi alla sua fine e ancora siccitoso, perché non sono bastati i 38 mm registrati nel mese all'Agrario per compensare un anno di magra che ad ottobre non ha ancora raggiunto 400 millimetri e che rivaleggia con l'arido 2017. In questi dati c'è una spiegazione del perché non possiamo più dire le banalità sull'autunno in cui deve piovere... e, se c'è qualche disastro... Perché è l'acqua del mar ligure, sempre più calda (24° fino all'altro ieri), surriscaldata da un'altra estate “over size” che, a contatto con le burrasche che arrivano dall'Atlantico provoca queste alluvioni che rimettono in discussione l'abitabilità di interi alvei occupati non soltanto nell'epoca della speculazione edilizia ma anche molti secoli fa. È il paesaggio stesso che tende a cambiare, con tutto quello che lo forma. Guardiamo anche l'effetto “nullo” di “Christian” sulla nostra zona, per fortuna non toccata se non marginalmente dall'evento. All'Agrario, manco 10 millimetri tra lunedì e martedì e neanche 30 in montagna, al Rifugio Mondovì. A Imperia lunedì mattina c'era il sole mentre poco sopra, dai margini della provincia di Savona in su, il disastro. Adesso torna un po' di alta pressione e fino almeno al 18 del mese non sembrano profilarsi all'orizzonte altre piogge. Le temperature minime calano sotto i 15°, ma col sole un po' di caldo rimane.  Alla fine, senza voler parlare di quello che potrebbe capitare a novembre , mese a sua volta tristemente noto per alluvioni e affini, ci troveremo con zone di siccità storica ed altre con diluvi mai visti. Allenteremo la tensione che nasce da queste riflessioni osservando come ci capita quasi ogni mattina di osservare sulla fototrappola che abbiamo nella corte del casotto di collina la volpe, che nottetempo entra silenziosa ed arguta per cercare qualcosa da mettere sotto i denti. Forse cerca di prendere di sorpresa la bella ed agile martora che, sempre grazie all'occhio silenzioso della fototrappola, abbiamo scoperto che alberga tra le pietre del muro e la folta edera che le ricopre. Di un'eleganza strepitosa, una coda vaporosa ed un salto leggiadro è stata una bella sorpresa. Speriamo che riesca a sfuggire all'arguzia della volpe.
romano.fulvio@libero.it

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