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Tra foliages da sogno e siccità che dura, aspettiamo le piogge dei Santi

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“Clof, clop, cloch,/ cloffete,/ cloppete,/ chchch.../ È giù, /nel cortile,/ la povera fontana malata;/ che spasimo!/ sentirla tossire. “... Non ci era mai successo ma domenica alla vista della fontana in collina penare ormai quasi senza acqua da buttare a causa di una siccità (quasi) mai vista ci ha fatto venire in mente questi versi de “La fontana malata” di Palazzeschi. Ci è tornata in mente la fatica di mandare a memoria per la gioia del maestro quella sequenza di versi soffocati ed onomatopeici che ora sentivamo con le nostre orecchie nella corte del casotto e in un contesto e in un'età cui allora certo non si pensava. Poesie desuete in questi tempi, e forse già allora per noi ragazzi del “babyboom” del dopoguerra e che riportano oggi le inevitabili “melancolìe” dell'autunno che soltanto il sole perdurante di questa ottobrata riesce a cancellare. Alla fine sarà proprio la vigilia e poi il lunedì dei Santi a riportarci dopo tanta “suitina” un po' d'acqua. La situazione della Granda e in particolare delle zone di pianura del Cuneese-Monregalese sono letteralmente “alla canna”. Lo scenario dei “foliages” già cominciati anche in  bassa collina e in pianura  dopo le notti più fresche dalla fine settimana non deve ingannare. Lo spettacolo è di una bella natura raramente prodiga come quest'anno di tempo splendido anche per salire in quota alpina, ancora senza neve e con panorami sensazionali. I colori delle foglie che disegnano una tavolozza ricca di tutte le sfumature e carature di giallo e di verde rallegrano lo spirito di chi, amante della luce, teme già il brusco rabbuiarsi delle serate che già da domenica, giorno del cambio dell'ora, inizierà inevitabile. Lo spettacolo è dei più adatti a passare ore all'aperto, grazie anche a temperature medie che alla fine forse saranno battute per il caldo soltanto da quelle del 2017 e del 2001. Ma è l'acqua che manca. Le sorgenti in montagna tacciono, i pozzi si abbassano, la terra è dura come asfalto e i timori sono per quando la pioggia tornerà. Perché prima o poi dovrà pur tornare. Intanto, cominciamo col dire che fino a venerdì prevarrà ancora il sole con temperature che saliranno ancora di un grado almeno, insieme alla ricrescita anche delle minime. È invece da sabato che un nuovo impulso nord atlantico con apporti artici invaderà il centro-nord Europa tanto da arrivare poi fino a noi per ridarci un po' di quell'acqua finora sottrattaci da acquazzoni che hanno evitato la Granda. Al momento non si prevedono grandi quantità, per fortuna, che dilavando a valle per la terra dura potrebbero causare disastri. Per ora i modelli parlano di piogge che dovrebbero portare -soprattutto in pianura tra sabato sera-notte quando inizieranno i fenomeni fino a lunedì mattina-pomeriggio quando dovrebbero interrompersi- circa 20 millimetri di pioggia, forse 30 e poco di più. Ma è presto per definire con precisione i connotati di questa prima vera offensiva autunnale che, comunque, sempre a detta dei modelli, dovrebbe essere seguita da martedì in poi da un'altra settimana asciutta, con sole, qualche nuvola, massime che tengono e soltanto le minime al ribasso.
romano.fulvio@libero.it

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