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La prima neve bassa fin sugli altipiani segnala l'avvio invernale.

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Ogni anno osserviamo e studiamo con grande attenzione le previsioni dei modelli per cercare di capire il momento, il giorno in cui sarà necessario iniziare e completare la lunga cerimonia della chiusura dell'acqua su in collina. Nel casotto che da molti anni ormai è diventato una sorta di “buen retiro” in cui dimenticare i piccoli affanni quotidiani dettati dalla fretta e dall'ossessività della cosiddetta “vita moderna”.  È uno studio a suo modo interessante, ma che facciamo malvolentieri perché vorremmo che la stagione calda o almeno tiepida non finisse mai perché poi ci sarà il gelo, ci sarà la neve e l'eremo ci verrà in qualche modo negato. Neve, gelo, tutti eventi che sappiamo bene essere necessari e inevitabili e anzi da sperare che avvengano con una regolarità che ci tranquillizzi almeno un po' sulle vicende climatiche. Così la giornata o la mezza giornata che dedichiamo alla svuotatura dei tubi che raccolgono e distribuiscono l'acqua della sorgente ( che anche in questo anno di siccità fino ad ottobre mai vista ha continuato a bearci) ha un sapore triste, che ormai conosciamo bene e riscaldato soltanto dal colore acceso dei tanti cachi che quest'anno, siccità o non, ci stanno deliziando. A volte con il sole, a volte -come quest'anno- con la pioggia smanettiamo, controlliamo ben sapendo che da noi succede sempre o quasi che a queste giornate ancora assolate o, nel caso, umide ma tiepide, possono seguire d'improvviso colate artiche da brivido che possono imbiancare d'un  tratto la nostra campagna alta, quella che circonda il Cuneese e il Monregalese. Ed è proprio questo lo scenario che mentre scrivo si prospetta tra mercoledì 24 sera e giovedì 25 novembre. Le piogge sono già iniziate con il centro depressionario che dalla Francia è scivolato fin sulle Baleari. Di qui l'aria umida e le piogge che hanno ripreso a bagnare questo novembre per fortuna così prodigo di acqua dopo tanta siccità. Ma sarà lo sbuffo artico gelido che scivolerà a sua volta sul margine orientale della perturbazione mediterranea a provocare quei fiocchi che un tempo segnavano già prima di dicembre e sovente ai primi di novembre l'arrivo dell'inverno. La neve è attesa fin sulle nostre pianure dopo i primi fiocchi alpini fino a 1100 metri di altitudine nella serata-notte di mercoledì per poi scendere di quota nella mattinata di giovedì con l'intensificarsi delle precipitazioni che favoriranno il fenomeno dell' omotermia e cioè di una sorta di canale verticale dell'atmosfera tutto con la stessa temperatura (e quindi con un gradiente termico verticale nullo) che si forma su Cuneese favorendo l'abbassarsi della temperatura fino al suolo e di conseguenza le nevicate sull'asfalto. Fenomeno che dovrebbe formarsi soprattutto sulla val Tanaro e Monregalese e che potrebbe -a parte i fenomeni sulla pianura- imbiancare le colline tutte. Un evento breve e rapido che sarà seguito da una ripresa dell'alta pressione che si compirà sabato con più sole anche se già da lunedì la variabilità sarà in procinto di riprendere ormai con minime sotto lo zero e massime sotto i 10 gradi.
Romano.fulvio@libero.it

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