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Per Capodanno “il passato non dimentica” e il nostro meteo “fa ginnastica”.

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Per Capodanno “il passato non dimentica” e il nostro meteo “fa ginnastica”.

Ma allora il nostro sarà proprio un Capodanno “da Riviera”? Potremmo citare una bella canzone in cui l'intelligente Gabbani allude con arguzia al  “passato (che) non dimentica” e al “futuro (che) fa ginnastica”. Affibbiamone il significato al tempo -inteso come meteo- dei prossimi giorni. “Il passato non dimentica”, anzitutto. Perché è da trent'anni che sulla Granda attorno a Capodanno spirano arie da Riviera . In media un anno su due succede che o arrivi un fronte che sbatte contro le Alpi francesi o che le aggiri queste montagne della Granda, spirando poi sulle nostre vallate con soffi di Foehn che scuotono le pianure oppure con rèfoli tiepidi di “marìn” dal mar Ligure. Queste sventagliate di favonio o di marìn durano però in genere poco e sono seguite da nevicate improvvise,  quelle della popolare “pouirina”, la polvere di neve gelata che segue all'aria calda. Ma i “calori” di Capodanno (o giù di lì), diciamo dal 1989, sono spesso accompagnati e sostenuti da un secondo protagonista, sempre più tale anche nel nostro clima invernale. Parliamo dell'Africano e cioè del celebre anticiclone sahariano-marocchino che ha ormai in parte sostituito il vecchio e caro anticiclone delle Azzorre nel fornirci il cosiddetto “bel tempo” e cioè cieli in genere sereni e temperature  calde. Fenomeno raro un tempo è negli ultimi 30 anni sempre più dominante oltre che nelle “vampe d'agosto” anche in quelle di gennaio, contribuendo così ad accentuare un riscaldamento ormai evidente a tutti. Ecco come, parafrasando Gabbani “Il passato non dimentica”, perché sembrano essersi inserite nel genoma del nostro meteo invernale queste “vampe di gennaio” che di anno in anno sbriciolano i primati termici.  Ed è questo “il futuro che fa ginnastica” del nostro cantautore, poiché questa dell'Africano è la previsione dei modelli “matematici” per i prossimi giorni, tra giovedì e lunedì quando sia il modello americano che quello europeo annunciavano massime di 20 gradi specie nel nostro catino alpino. Oggi la previsione è più articolata e cerchiamo allora di capire quali siano gli esercizi di “ginnastica”del nostro Capodanno meteo. Mercoledì saranno i venti da Nord Ovest i protagonisti specie sui fondovalle e sulle creste alpine occidentali dove insiste la depressione atlantica che si sposta verso Nord Est. Così facendo richiama da Sud Ovest le correnti tiepide dell'anticiclone africano installatosi nel Mediterraneo occidentale. I primi contributi favonici già da giovedì faranno salire le temperature a 15 gradi di massima mentre inizieranno le inversioni termiche con notti gelide nelle pianure occupate - specie la notte - da nebbie mentre altipiani di Cuneo e Mondovì (20 gradi?) , le valli alpine e le Alpi fino a quote di 3400 metri per qualche giornata non vedranno più il gelo. Le conseguenze negative per la nostra neve sono evidenti perché avremo 12-15 gradi di giorno anche sulle piste sciistiche. Aumenterà anche l'inquinamento atmosferico, trattenuto dal “tappo” anticiclonico mentre sulle colline (anche la “nostra”) sembrerà Riviera. Il massimo tra sabato, forse anche domenica. Poi, via via normalizzazione o quasi della situazione con il calo delle massime e l'attesa di qualche perturbazione rimpolpa-neve e falda acquifera. Buon anno.
romano.fulvio@libero.it

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