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Mercoledì ancora giornata record. Febbraio sembra imitare un gennaio mai visto.

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Per Capodanno “il passato non dimentica” e il nostro meteo “fa ginnastica”.

Ci sentiamo quasi in colpa nel recarci ogni giorno -o quasi- nel nostro “buen retiro” in collina sulla costa ai margini tra il bosco di castagni e la balza illuminata dal sole che ormai tramonta sempre di più verso Ovest. Il sole ci inganna perché sembrerebbe -tanto è caldo-  quasi lì ad un passo dal gratificarci con la primavera mentre in realtà la “bella” stagione dovrebbe arrivare soltanto il 20 di marzo, giorno dell'equinozio. Ci sentiamo in colpa perché da un lato godiamo nel percorre la strada che di solito era “bianca” per la neve e che invece oggi si colora del tradizionale rossiccio argilloso delle nostre colline ma dall'altro soffriamo per questa siccità assoluta che ci riporta al gennaio del 1983, l'ultimo a passare senza ombra di pioggia. Dll'8 dicembre non nevica più e da Natale non è scesa nemmeno una “stìsa” d'acqua. Potrebbe essere soltanto un fatto di cronaca meteo, una notizia da record di aridità, non fosse che i “modelli matematici” non prevedono piogge da qui fino almeno al 15 di febbraio. La fontanella della corte continua a buttare, ma sempre più debolmente e temiamo che per la prima volta in tanti decenni in cui ci ha ristorato con la sua acqua dolce, fresca e canterina arrivi proprio in questo 2022 a tacere: per la prima volta nella sua lunga, plurisecolare vita. È vero, lo confessiamo, nel nostro inconscio speravamo in un inverno non troppo gelido e nevoso. Un po' per il gravare degli anni e soprattutto perché la neve impedisce o comunque ostacola la fuga in collina e il gelo rischia di bruciarci quei quattro cespugli mediterranei dal rosmarino all'elicriso che resistono a 700 metri di altitudine prealpina. Così ci sentiamo in colpa perché “il tempo che fa” ha seguito -una volta tanto-  il nostro egoismo di voler godere di quell'angolo di natura senza preoccuparci troppo delle sorti delle falde che si abbassano, delle Alpi che si squagliano e di tutto ciò che potrà accadere se l'anticiclone non deciderà di abbandonarci per un po' e lasciar scendere anche su di noi le benefiche piogge atlantiche. Un gennaio così non lo abbiamo mai visto. Non furono così forse nemmeno quelli del 1989, 1990 che ci fecero esclamare in più occasioni :” ma allora la Riviera si è spostata qui”. Iniziato con un Capodanno da 20 gradi di massima questo gennaio 2022 è finito con altri exploit termici attorno ai 19°. Sarà senz'altro il gennaio più caldo della nostra secolare storia meteo. Almeno, sarà così nelle zone di altipiano e collinare, dove più hanno agito le inversioni termiche dell'anticiclone, spesso sommate alle folate di Foehn come quelle di queste ore e che mercoledì 2 febbraio riproporranno una giornata di caldi febbraioli da record con massime di 18/19 /20 gradi. Dopo questo assalto termico provocato dall'ennesimo fronte nord-occidentale che va a sbattere contro le Alpi provocando il “vento di caduta” favonico, avremo giovedì qualche nuvola dalla Liguria, specie sul Monregalese, quindi venerdì (la giornata più fredda con minime sotto lo zero e massime di 8/10 gradi) il passaggio inoffensivo di un nuovo fronte da Nord. A seguire, rimonta dell'anticiclone che porterà foschie e nebbie sulle piane sabato con i soliti fenomeni di inversioni termiche. La domenica sarà ancora nel solito cliché di questo mese mentre lunedì e martedì aumenteranno ancora le massime. La pioggia? Non pervenuta.
romano.fulvio@libero.it

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