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San Valentino: neve sul nostro cul di sacco alpino? Dopo il caldo e il Foehn, freddo e nevetta minacciano le prime fioriture

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San Valentino: neve sul nostro cul di sacco alpino? Dopo il caldo e il Foehn, freddo e nevetta minacciano le prime fioriture

Lunedì, in quella giornata di Foehn che ha investito con violenza valli e pianure sotto l'arco alpino settentrionale, dopo aver portato nevi abbondanti sui contrafforti francesi e svizzeri, abbiamo scorto sulla nostra Mirabelle de Nancy il primo fiore bianco. In un intrico di rami grigi, nella parata di boccioli non ancora schiusi questo primo fiore è da sempre un'esclusiva di queste primavere tanto  anticipate. E magari cancellate subito dopo, come promette di fare anche quest'anno. Nel nostro diario di campagna, in cui appuntiamo anche le note del tempo che fa, è ricorrente la segnalazione del primo fiore della Mirabelle. Così, di anno in anno, la prima fioritura del pruno mirabolano è diventato il nostro marcatore della primavera che avanza e che si insedia. Pur tra le mille difficoltà del caso. Se siete curiosi di sapere se quella di questo 2022 è la “prima fioritura” più anticipata vi diremo che sì, è la più primaticcia degli ultimi 34 anni e probabilmente della nostra ultima storia climatica, dal 1876 ad oggi. Vi furono sì alcuni gennaio/febbraio caldi negli Anni Venti del secolo scarso ma dubitiamo che abbiano superato quelli ultimi di questo riscaldato trentennio. Aggiungiamo infatti, per soddisfare la vostra curiosità, che in questi ultimi anni abbiamo osservato di anno in anno fioriture sempre più anticipate. La prima volta fu nel 1989 (secondo noi il primo anno della fase di riscaldamento che viviamo) quando annotammo “primi fiori sulla Mirabelle” con un punto esclamativo il 19 febbraio. Ma, il vero primato che ritenevamo insuperabile risaliva a poco fa, al 14 febbraio del 2020 giorno di san Valentino a segnalare l'accelerata di questi eventi inattesi. Il 14 febbraio è d'altronde un giorno decisivo per la nostra primavera.  A San Valentino infatti, oltre a vedere aprirsi la Mirabelle alla nuova stagione, di norma osserviamo al tramonto il Sole che superata la cima della Renostia ne discende la sua china destra fino a celarsi dietro le Alpi, regalandoci così una mezzoretta in più di luce gialla calda. Il Sole oltre la montagna della “Reino Jano” insieme alla Mirabelle in fiore sono il sigillo della stagione più bella. Succeda quel che può succedere. E qualcosa succederà in  queste giornate che volgono verso la metà dei 28 giorni di questo febbraio 2022. cessate le folate del Foehn provocate da un rapido fronte nordico che ha investito il nostro arco alpino settentrionale, ristabilito il dominio dell'anticiclone che da Ovest Europa riprende il controllo fino al Mediterraneo, dopo la ripresa dei geli mattutini e il ritorno a temperature massime più consone a questo periodo, ecco profilarsi un richiamo di aria umida dal mare che inumidirà di pioviggini l'Appennino e le Langhe giovedì. Poi tra venerdì e sabato la sorpresa. Un flusso di aria umida e fredda da Nord Est porterà prima pioggette poi anche neve sul nostro cul di sacco alpino. Non saranno piogge vere e proprie, i modelli parlano di pochi millimetri, ma saranno sufficienti, insieme alla ramata di freddo che le accompagnerà, a ridare una parvenza di bianco fin sulle nostre colline, forse a tratti anche sulle alte pianure. Allora tremeremo per le sorti dei fiori della nostra Mirabelle.

romano.fulvio@libero.it

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