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Funghi, ciliegie, rose a volontà. La terra è secca ma l'annata è buona.

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Era da un po' di anni che non trovavamo tanti funghi. “Tanti” in realtà è nel nostro caso un aggettivo un po', anzi molto gonfiato dall'entusiasmo di riprovare passeggiando nel bosco quelle piccole ma al momento vigorose soddisfazioni di scoprire tra le foglie dei castagni la cappella cuoio scuro di un bel porcino nero. Il confronto con lo scorso anno è immediato. Tra siccità e altro nel 2021 ci era mancata l'avventura di imbatterci in un boleto qualsiasi, così come era anche successo quasi in contemporanea con le ciliegie. Queste ultime non solo erano state subito debellate sulla collina da umidità oltre che dai merli, ma anche nei negozi non si trovavano, diventate per colpa del covid oltre che del clima merce rara, rarissima. Certo, congiunture climatiche oltre che accadimenti particolari tipo epidemie o (ahinoi) guerre possono intervenire a rendere impossibile o difficile ciò che prima sembrava talmente normale da apparire banale. Cosa sono i funghi o le ciliegie, cosa sono i meloni (l'anno scorso immangiabili tanto sapevano di cocomero) rispetto ai grandi eventi della vita della comunità. Però, scartati gli scrupoli moralistici e restando alle esigenze del vivere quotidiano, c'è da dire che questi eventi di maturazione e di bontà che si ripropongono tutti assieme un anno sì e magari non in un altro anno sono in realtà la migliore dimostrazione che ciò che fa la frutta, la verdura, il grano non è tanto la terra quanto l'annata. “Non tellus sed annus”. E allora anche un anno con una mai vista siccità e calura invernale seguito poi da qualche pioggia ben distribuita (anche se ancora del tutto insufficiente a colmare il deficit idrico) può riservare nell'orto e nel giardino (e chissà fra poco forse anche nel campo) un'annata buona, forse super. Che ciò sia dovuto a eventi climatici ben ritmati per i sapori e i contenuti organolettici oppure a cicli paragenetici a noi sconosciuti, fatto sta che dappertutto ci sono quest'anno tante ciliegie, che dappertutto ci sono state mai come quest'anno tante rose felicemente fiorite e che dappertutto (dalla Sicilia alla Spagna) i meloni sono buoni. Così come è successo anche per i funghi. È un invito a rispettare ancor più le insuperabili leggi segrete della terra, che è di certo non degna del disprezzo che chi la violenta dimostra di avere per essa, dall'agricoltore attratto dal profitto ad ogni costo alla grande multinazionale che uccide la nostra cultura dei campi. Il clima è da questo punto di vista centrale, determinante come sappiamo di successi ma anche di catastrofi inimmaginabili. Val la pena allora di seguirlo con rispetto, con attenzione ma anche con capacità di decisioni urgenti. Quelle che non sono più procrastinabili. È tempo di temporali perché ogni cedimento dell'alta pressione può offrire spazio alle depressioni atlantiche per farsi vive sulle nostre piane scatenando rovesci e grandini. È quel che fino a mercoledì potrà succedere anche da noi. Ma da giovedì torna a dominare l'anticiclone ed allora il fine settimana sarà al sole e con massime di 30 e più gradi mentre altri scrosci, sopratutto alpini, sono previsti per lunedì e martedì pomeriggio.
romano.fulvio@libero.it

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