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Una "fiammata" di caldo, intanto i funghi spuntano copiosi

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Una "fiammata" di caldo, intanto i funghi spuntano copiosi

Perlomeno un tempo faceva sì caldo ma poi arrivava puntuale un temporale, una pioggia magari decisa ma raramente esagerata che bagnava tutto. La natura si riprendeva, i fiori tornavano a sbocciare, le api a bottinare e noi allegri raccoglievamo i funghi. Attenti, potrebbe sembrare in parte un quadretto dell'oggi, perché anche in queste settimane è bastato un piccolo acquazzone o una bella pioggetta come quella di fine giugno, tranquilla tranquilla, per ridare fiato alle erbe, ai fiori e persino ai funghi. Sui funghi bisognerebbe poi aprire una parentesi speciale, perché  ricorderete come l'anno scorso fossero una”rara avis”, un qualcosa di introvabile, almeno quelli nostri. Allora si disse: colpa della siccità. Che infatti anche nel 2021 ha prosciugato la nostra Granda insieme a tutto il Nord Ovest. Quest'anno la siccità è ancora più grave ma basta una pioggetta o piuttosto il cambio di Luna perché i porcini, specie con questa ultima Luna nuova, spuntino a mazzi. Eppure quest'anno sia a Mondovì che a Cuneo il deficit idrico è ormai spaventoso e non ci saremmo aspettati una crescita così generosa. Fatto sta che ci è successo sia a inizio giugno che a inizio luglio di trovare nel nostro piccolo bosco qualche bel porcino che si è rivelato fantastico nel sapore dopo la cottura. Quindi, attenti, dicevamo. Perché difficilmente chi vive in città si accorge dell'emergenza che stiamo vivendo. In città bene o male i servizi ci sono, persino l'acqua delle fontane continua a buttare. Tutto sembra sempre uguale, comodo, pronto all'uso. Ma basta spostarsi nelle valli per scoprire che sorgenti cui avevamo attinto dopo le gite in montagna semplicemente non ci sono più, che i fiumi  e i torrenti senza parlare dei laghetti alpini si stanno prosciugando o che la poca acqua o il ghiaccio sono scomparsi sotto i ghiaioni o sotto le pietraie. E allora c'è da aver paura. Tanto più che i modelli matematici ci presentano oggi una previsione di cieli sereni e senza nemmeno una goccia da qui al 25 luglio. Sta finendo ed anzi già sarà finita con l'uscita di questo pezzo quella parentesi di alta pressione atlantica che da giovedì-venerdì scorso ci ha fatti rientrare per qualche giorno in una tranquilla estate d'antan. Brezze fresche, temperature minime e massime normalizzate. Insomma un ritorno all'estate che fu. Da giovedì ritorna in gran spolvero l'anticiclone africano che anticiperà così di una decina di giorni quella fase canicolare che ogni anno dal 24 luglio al Ferragosto rappresentava una croce per il caldo che faceva scoppiare ma anche la delizia per le nostre risicate ferie di allora. Saranno aggredite dalla calura prima la Spagna (già oggi 42° a Siviglia), poi la Francia, quindi il nostro angoletto subalpino ormai sempre il primo in Italia ad assaporare l'Africano quando arriva da Sud Ovest. Mercoledì e giovedì qualche foschia da calore o qualche nuvola con massime tra i 31 e i 32 gradi. Ma, dopo un fiammata venerdì con 34 gradi, da martedì prossimo al sabato 23 avremo massime di 35 o più gradi e minime ben sopra i 20°. Una canicola.

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