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La replica del 2003 e del 2015. Natura e giardino resistono .

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Per Capodanno “il passato non dimentica” e il nostro meteo “fa ginnastica”.

Non ci sono più parole per questa siccità che sembra non voler più finire. Per fortuna che qualche debole piovasco ha allentato un po' l'altra notte l'arsura che cinge d'assedio la nostra campagnetta su nella collina. Ancora una volta sono bastate poche gocce venute da un rapido rovescio notturno per vivificare il verde già fin dall'alba. Ancora una volta le piantine di echinacea che avevamo acquistato al mercatino di Roccaforte da una giovane esordiente coltivatrice che aveva deciso di offrire qualcosa di diverso dalle solite piante si sono di nuovo rizzate sugli steli dopo aver chinato il capo per il caldo siccitoso. Quest'anno l'elicriso che sa di miele è fiorito alla grande e in anticipo e altrettanto in anticipo è sfiorito. Lo stesso avevano già fatto il timo e anche il rosmarino. Così anche la lavanda che si riversa a grappolo dalla spalla del muretto a secco che tanto ci ricorda la Provenza, mutuandone come fa i colori, i profumi e la secchezza rossa della terra. Le api dal canto loro si impegnano nel farci sognare per un momento di essere nel nostro Ponente ligure di cui apprezziamo oltre che il mare anche e soprattutto l'entroterra, specie quelle balze estreme che più sanno di Provenza. La pace della natura dura ancora su questi balconi nostrani e allontana le spaventevoli immagini di saracchi che crollano e di ghiacciai profanati che si disfanno. Profanati, perché già il solo riversarsi in massa sulle coste alpine e sui ghiacciai è già un modo di decretarne la fine. Anche questa siccità mai vista e questi caldi africani che ormai riscaldano le nostre estati e questi nostri anni sono un segnale dei cambiamenti del nostro clima, segnali che si fanno sempre più ravvicinati e tumultuosi.  Nei giorni da qui all'inizio dell'ultima settimana di luglio assisteremo ad una sorta di replica della "grande estate" del 2003. Una fotocopia del culmine di quella stagione perché da noi questi calori oversize sono già iniziati nell' inverno scorso,  si sono amplificati a maggio e a giugno per poi a luglio arrivare a superare anche quelli del 2003 e del 2015. Insomma, se vedremo acqua piovana sarà solo mercoledì 20  in montagna, con qualche possibile rapida puntata verso le pianure vicine. Il massimo del caldo: giovedì prima e poi forse anche tra lunedì e martedì . Dopo di che arriverà qualche frescura atlantica che addomesticherà le temperature sino a fine mese. Vedremo intanto se l'Atlantico avrà deciso di rifarsi vivo con le sue ormai indispensabili piogge.
romano.fulvio@libero.it

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