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Tra temporali, meno caldo e l'acqua di Ferragosto... l'estate torna normale.

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Per Capodanno “il passato non dimentica” e il nostro meteo “fa ginnastica”.

Da venerdì scorso i due/tre temporali che a seconda delle zone hanno irrorato di un po' d'acqua i nostri campi, i nostri giardini, i nostri orti ci hanno confermato in una semplice verità. Che quando non piove da otto mesi... meglio i temporali di niente. “Caldo e secco”, sembra il titolo di un libro alla Lévi-Strauss, e invece è questa ormai a quanto pare la cifra del clima dei prossimi anni. E facciamo gli scongiuri. Certo, si potrebbe ovviare (al secco almeno) con i bacini di raccolta acqua, quando arriva. Ma bisognava pensarci qualche anno fa .Tant'è, i ghiacciai fondono, i bacini non ci sono, grazie allora ai temporali. Non servirete a darci quello che non abbiamo saputo fare noi nei decenni precedenti, ci servirete però nell'immediato a far sì che la nostra natura di superficie non secchi tutta ma che invece, sia per le piogge erratiche che per il fresco che portano, riescano a darci ancora un po' di fiducia nel tempo prossimo. Insomma, dopo i temporali “normali” di questi giorni di agosto ci siamo sentiti rinfrancati anche se, osservando il giardino ci siamo detti che non potremo più contare anche noi su scorte inesauribili della nostra sorgente e che dovremmo pensare a potenziare quella autosufficienza ecologica già tentata negli anni e soprattutto progettare via via uno spazio verde che non abbia bisogno di tanta acqua, ma solo del necessario. Un giardino arido, insomma. Un po' come quelli che sopravvivono nel ponente ligure nonostante siccità bibliche e ripetute negli anni. Essenze consolidate nel Mediterraneo, come elicriso, rosmarino, lavanda, timo, oppure  arbusti che non richiedono acqua o piante che ne richiedono poca. Per i fiori veri e propri, meglio  rinunciare alle corolle avide di acqua e lasciar fare alla natura: meglio una distesa di “belle di notte” variopinte che ci sorprendono per la loro resistenza e bellezza serale e per la loro mutevolezza spontanea annuale. Intanto però godiamoci questa pausa iniziata venerdì scorso con i temporali e le arie da Nord Est che, lanciate su di noi dal moto orario dell'anticiclone su centro Europa ci hanno permesso di osservare minime di 16-17 gradi (gaudio!) con massime tornate sotto o attorno  ai 30°. Si manterranno caute le temperature con qualche nuvola che renderà un po' difficile osservare le “lacrime di san Lorenzo” se non nella notte tra l'11 e il 12 che sarà invece serena. Con la Luna piena però, che disturba. Dovrete allora osservare prima dell'alba da una valletta o da un poggio buio per godere delle stelle cadenti che sembrano arrivar da Nord Est al ritmo di una ventina l'ora. Fino a sabato avremo il clima di questi giorni, estivo ma piuttosto gradevole. Domenica arriverà la prima pioggia atlantica, quella più desiderata. Un primo timido tentativo, con temporali che dalle Alpi trascorrono in pianura tra il lunedì di Ferragosto e il martedì di san Rocco. Non sarà forse molta acqua, ma un altro importante tassello per continuare a sperare.
romano.fulvio@libero.it

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