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"Juden hier" la scritta apparsa sulla porta di casa di Lidia Rolfi

A Mondovì la “Notte dei Cristalli”,
ma la città non ci st.

Il silenzio assordante di 3.000 fiaccole contro la scritta antisemita sulla casa di Lidia Rolfi

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A Mondovì la “Notte dei Cristalli”,ma la città non ci st.

Aldo Rolfi accanto alla scitta antisemita

MONDOVÌ - "Juden hier", "Qui ci sono ebrei" e la stella di Davi a sei punte: la scritta antisemita è comparsa a Mondovì sulla porta della casa di Lidia Rolfi deportata nel '44 nei campi di concentramento. Un'abitazione dove ora, dopo la sua morte, avvenuta nel 1996, vive il figlio. Mondovì ha risposto: con il silenzio assordante di una marea di gente in piazza con le fiaccole ed il passaggio di fronte alla cada di via Lidia Rolfi, a cui è dedicata anche una scuola, a Piazza.
La scorsa settimana abbiamo dedicato la terza pagina del nostro giornale all'antisemitismo e, in particolare, abbiamo pubblicato le riflessioni sul tema da parte di Aldo Rolfi, attraverso le interviste rilasciate dalla madre Lidia negli Anni Ottanta. Un atto offensivo e preoccupante, “vergato” con una bomboletta di spray nero a danno di una famiglia che non è neppure di origine ebraica. "Juden hier" era la frase usata nella “Notte dei Cristalli”, il pogrom condotto dagli «ufficiali del Partito Nazista, dai membri delle SA e dalla Gioventù hitleriana su istigazione di Joseph Goebbels, nella notte tra il 9 e 10 novembre 1938 in Germania, Austria e Cecoslovacchia. Con quella scritta si individuavano le case degli ebrei. Oltremodo inqualificabile in una città, Mondovì, decorata al Valor Militare per la Guerra di Liberazione. Aldo Rolfi, scoperto il fatto, ha sporto denuncia contro ignoti. Mondovì è stata ferita, “Provincia granda” si sente coinvolta perchè, con l’intenzione di raccontare concetti utili a non cancellare la memoria dello sterminio nazista, abbiamo accettato subito la proposta di Aldo Rolfi. Quei segni hanno colpito l’intera comunità monregalese. E la città ha reagito, in silenzio, dimostrando civiltà, con forza radunando un numero importante di fiaccole (lunedì sera), quasi 3.000, precedute da un’altra fiaccolata organizzata a Mondoqui venerdì sera. Sono tante le immagini (foto e video) che abbiamo postato sui nostri sociale e tutte hanno ricevuto apprezzamenti “virtuali”. Reale è stato l’affetto delle persone che si sono strette intorno ad Aldo, alla sua famiglia, al figlio Paolo: entrambi hanno letto brani da “le donne di Ravensbruck.
L’eco mediatico di questo fatto è stato enorme e prevedibile. La concomitanza di elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria in un clima già surriscaldato e la vicinanza della Giornata della Memoria hanno certo amplificato il tutto. Resta la gravità del fatto. Solo nella giornata di martedì, altri casi a Torino, a Brescia, ma anche a Bra, dove è comparsa la svastica con “Heil Hitler”. A Mondovì si ricorda qualche croce uncinata e un lontano episodio al cimitero comunale. Gli inquirenti sono in azione, mentre l’onda lunga della notizia ha fatto sì che anche il Capo dello Stato abbia citato l’episodio anche nella sua orazione per il Giorno della Memoria al Quirinale. «La comunità monregalese – ha detto il sindaco Paolo Adriano, lunedì sera, alla fiaccolata – ha reagito con compostezza e rigore: tocca a noi ora di fare in modo che Mondovì sia ricordata soprattutto per belle cose, non per ignominie».

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