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Bocciata due volte alla Maturità, vince un secondo ricorso: esame da rifare - I SINDACATI: «Nessun dubbio sulla professionalità degli insegnanti»

La studentessa monregalese verrà esaminata da una nuova Commissione

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Bocciata due volte alla Maturità, vince un secondo ricorso: esame da rifare

La studentessa del Liceo monregalese che per due volte ha presentato ricorso contro l’esito del suo esame di Stato, per due volte lo ha vinto, ottenendo un nuovo esame, e ora sosterrà la sua terza Maturità fra qualche settimana. Fece ricorso perché riteneva che la Commissione non avesse applicato le nuove regole previste dal Ministero dell’Istruzione per il colloquio orale. Il primo sull’esame sostenuto a luglio 2019, l’altro sull’esame di novembre scorso. Il Tar li aveva respinti, ma non il Consiglio di Stato che li ha accolti entrambi e lo scorso gennaio ha deciso di concedere una terza possibilità alla ragazza.

Non solo, l’esame lo sosterrà di fronte ad una nuova commissione. I giudici hanno infatti deciso di sostituirli tutti, su richiesta dell’Ufficio Scolastico Territoriale, “per creare un clima più disteso”. Sulla vicenda Bruno Gabetti, Dirigente scolastico del Liceo frequentato dalla ragazza, fa alcune precisazioni: “Il Consiglio di Stato non ha accolto il ricorso della giovane per motivi di merito ma per vizio procedurale, inoltre la scelta di modificare l’intera commissione è volta a migliorare il clima venutosi a creare a seguito di ripetuti interventi mediatici”.

L'INTERVENTO DEI SINDACATI:

«SITUAZIONE CHE NON DIPENDE CERTO DAGLI INSEGNANTI»

Sul caso di sono espressi anche i sindacati della scuola. In una lunga nota a sigle unificate (con le firme dei segretari generali provinciali delle OO. SS. FLC CGIL Cuneo Doriano Ficara, CISL scuola Claudia Zanella UIL scuola Pasquale Laise, SNALS Renato Ferracini e GILDA Antonio Antonazzo) difendono l’operato dei docenti membri della commissione ricostruendo la vicenda e il seguito processuale. “Non si può di certo dire che tale situazione di per se possa essere imputata alla professionalità degli insegnanti - si legge nella nota-, anzi, è da tener presente che la riduzione, oltre i limiti sopportabili, di bilanci e risorse della scuola mette a dura prova gli insegnanti che vogliono assicurare ai loro allievi un livello di formazione valido (e questo ne può diventare un fatto emblematico)”. È ancora : “il tribunale amministrativo non entra nel merito delle valutazioni dei docenti ma rispetto a errori di tipo amministrativo, errori commessi non certo dalla commissione d’esame, ma da chi ai vertici della scuola probabilmente non ha posto in essere tutte le procedure e non ha dato la giusta disponibilità di strumenti necessari a svolgere il lavoro in modo impeccabile come da loro storica ed ormai riconosciuta professionalità”.

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