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Nomine in CRC, affondo di MoMo: “Errore macroscopico non ratificare Campora”

Il gruppo che fa parte del “Patto Civico” non ci sta: “Logiche inaccettabili nel 2020”

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Nomine in CRC, affondo di MoMo: “Errore macroscopico non ratificare Campora”

Non si sono fatte attendere le reazioni alla seconda bocciatura del nome di Campora da parte del Consiglio generale della Fondazione CRC. Dopo l’apertura del bando per un rappresentante dell’area Monregalese, non più designato dal Comune di Mondovì, è intervenuto il gruppo MoMo, una delle anime del Patto Civico, di cui Campora è presidente.

Ecco il testo del loro comunicato: “Nei giorni scorsi abbiamo appreso della mancata ratifica della nomina di Gabriele Campora a componente del Consiglio Generale della Fondazione CRC, nonostante la riconferma della designazione fatta dal sindaco di Mondovì, Paolo Adriano.

Conosciamo molto bene Gabriele, il nostro presidente, e sappiamo che possiede i titoli necessari a ricoprire il ruolo di Consigliere della Fondazione CRC, sia dal punto di vista formale che da quello sostanziale. Siamo certi che non riconoscerlo sia un errore macroscopico, rispetto al quale è difficile non nutrire forti dubbi sulle reali ragioni alla base della decisione.

Ciò che lascia però particolarmente stupefatti è il muro di gomma che è stato eretto dalla Fondazione su questo tema. Non è dato sapere quali siano nel dettaglio le ipotetiche mancanze che hanno impedito la ratifica della nomina di Gabriele. Non è neppure chiaro se i consiglieri siano stati compiutamente informati del contenuto della nota inviata in Fondazione CRC dal nostro sindaco, contenente gli approfondimenti legali utili a dimostrare la fondatezza della designazione.

Qualcuno potrebbe esser tentato di derubricare questa vicenda a poco significativa querelle agostana o di strumentalizzarla politicamente, ma farebbe un errore imperdonabile.

Si tratta di un fatto di gravità inaudita, che mina il concetto stesso di rappresentanza territoriale in Fondazione CRC, il cui esito è (per il momento) quello di impedire al Comune di Mondovì di avere un proprio designato di fiducia in seno al Consiglio Generale.

Chissà quanti soggetti, pubblici e privati, dovranno (o avranno dovuto), secondo questa logica, scegliere i propri rappresentanti ponderando non solo le qualità degli stessi, ma anche la mancanza di veti.

Pensiamo che questo genere di situazioni non sia più accettabile, nel 2020, nella nostra Provincia.

Chi conosce un po’ la storia di Mondovì in Movimento sa che le persone che lo compongono hanno a cuore prima di tutto il bene comune e sanno ben miscelare l’idealismo e il pragmatismo per raggiungere gli obiettivi prefissati, a costo di fare scelte dirompenti, senza però mai abbandonare i propri ideali. Anche in questo frangente MoMo sarà fedele alla propria indole.

Metteremo in campo tutte le iniziative necessarie a sostenere - anche economicamente - ogni azione che Gabriele Campora riterrà di adottare per proseguire una sacrosanta battaglia contro un mondo che evidentemente è ancora legato a logiche che non ci appartengono e che combattiamo, da sempre”.

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