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Il veterinario di Breolungi che non riuscì mai a far bere il batterista degli Stones

La passione per i cavalli arabi all’origine dell’amicizia tra Gianmarco Aragno e Charlie Watts

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Il veterinario di Breolungi che non riuscì mai a far bere il batterista degli Stones

A differenza di Mick Jagger, era astemio Charlie Watts, leggendario batterista dei Rolling Stones morto martedì scorso all’età di 80 anni in seguito a un intervento chirurgico al cuore. Più volte Gianmarco Aragno ha cercato di “convertirlo” proponendogli di assaggiare i nostri famosi vini durante una delle loro cene in Langa ma senza risultati. «Charlie - racconta Aragno - veniva sempre nel periodo dei tartufi perché era un buongustaio e amava da matti la cucina italiana. Il mio cruccio? Non sono mai riuscito a fargli assaggiare il nostro vino!».

L’amicizia tra Aragno e Watts è nata vent’anni fa. Ad unire il veterinario di Breolungi e il membro di uno dei gruppi più importanti della storia del rock una passione comune: quella per i cavalli. «Durante una delle mie peregrinazioni in giro per il mondo a giudicare cavalli arabi...».

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