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Alice Filippi con “Sul più bello” vince il Premio “Mario Verdone” al Festival del Cinema Europeo

Il riconoscimento alla regista monregalese è stato consegnato a Lecce dallo stesso Carlo Verdone

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Alice Filippi con “Sul più bello” vince il Premio “Mario Verdone” al Festival del Cinema Europeo

Carlo Verdone e Alice Filippi a Lecce - Foto Whiroo

La giovane regista monregalese Alice Filippi continua a collezionare riconoscimenti. Sabato sera, a Lecce, ha vinto con “Sul più bello” (Eagle Pictures, 2020) il premio “Mario Verdone” alla XXII edizione del Festival del Cinema Europeo. A consegnarle il riconoscimento, riservato a un giovane autore italiano che si sia particolarmente contraddistinto nell’ultima stagione cinematografica per la sua opera prima, è stato proprio Carlo Verdone, alla cui scuola Alice Filippi ha mosso i primi passi nel mondo cinematografico. La vittoria del premio “Mario Verdone” arriva dopo il premio internazionale per la miglior regia ricevuto a settembre a Venezia alla decima edizione dell’Italian Contemporary Film Festival di Toronto (ICFF), e dopo il 48° Premio Flaiano Opera Prima e seconda, La pellicola è stata prima al botteghino nell’unico week-end di programmazione in sala prima della chiusura per Covid dell’ottobre scorso, ed era già rientrato nella “cinquina” finale dei candidati ai Premi David di Donatello 2021 per la categoria “Miglior Regista Esordiente”.

«Questo è il riconoscimento più bello e importante per me - commenta Alice Filippi -. È un po’ come presentare la “tesi di laurea” al mio “maestro”». Gli altri due film finalisti erano “I Predatori” di Pietro Castellito e “Trash” di Francesco Dafano e Luca Della Grotta, a cui è andata una menzione speciale. Il Premio “Mario Verdone”, giunto alla XII edizione, è stato istituito in accordo con la famiglia Verdone dal Festival del Cinema Europeo, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.

La Giuria, formata dai fratelli Carlo, Luca e Silvia Verdone, ha formulato la seguente motivazione: “Un piccolo grande film che riesce a trasformare perfino nei colori la tradizione del “dramedy” più amato dai giovani di tutto il mondo. “Sul più bello” parte dalle lacrime ma diventa un racconto pop in cui perfino un amore impossibile riesce a vincere sul tema della malattia. Alice mette in scena con leggerezza il valore della vitalità e dell’ironia, rendendo letteralmente vibranti le emozioni di una ragazza sfortunata senza chiedersi se la sua “sfiga” sia tutta colpa delle stelle ma giocando sulla normalità dei suoi desideri impossibili. Il risultato è un film di quelli che Hollywood sa fare benissimo al quale, però, la sua regia aggiunge qualcosa di politicamente “scorretto” che fa vincere il coraggio di crederci ad ogni costo”.

 

 

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