Monregalese

Si tratta di Giacinto Taricco, già arrestato per alcuni colpi nel Cuneese

Monregalese rapinatore in Liguria

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aperturaMONDOVI’ - I carabinieri dopo tre mesi di indagini hanno scoperto che l’autore della rapina ai danni della Banca Carige di Finale Ligure fosse il monregalese Giacinto Taricco, 53 anni, arrestato il mese scorso dai militari delle Compagnie di Alba e Bra che la scorsa estate prese di mira alcuni uffici postali e banche del cuneese.
A lui i militari dell’Arma hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare, provvedimento che gli è stato consegnato nel carcere di Torino dove si trova attualmente detenuto per altre rapine. Il bandito solitario, a volto scoperto, il 16 settembre scorso, era entrato in azione da vero professionista. Si era avvicinato agli sportelli con una pistola alla cintura e aveva chiesto il denaro ai dipendenti che senza batter ciglio gli avevano consegnato 6 mila euro. La rapina di Finale, sarebbe stata compiuta durante una licenza premio che avrebbe dovuto trascorrere ad agosto nel Savonese. L’uomo non era più rientrato in carcere.
L’arresto a novembre. Sul suo conto pendevano un ordine di custodia cautelare emesso dal Tribunale di Alba per rapina aggravata e porto abusivo di armi, e un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Torino sempre per rapina aggravata dovendo scontare una pena definitiva a 2 anni e 5 mesi di reclusione. Inoltre è risultato ricercato anche per rispondere dei reati di evasione, ricettazione, falso e possesso di documenti falsi. Era infatti fuggito durante una licenza premio - ottenuta per il suo comportamento, da detenuto modello,  dieci giorni a cavallo di Ferragosto, a casa di un amico  nella Riviera di Ponente -  mentre era in carcere a Isili, in provincia di Nuoro.
Nella foto: Giacinto Taricco immortalato dalla telecamera durante la rapina alle poste di Bossolasco


Nell’ambito dell’inchiesta sui fondi europei

Silvateam: scarcerati tutti gli indagati
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aperturaMONDOVÌ - (r.s.) - Il Giudice per le indagini preliminari, Rodolfo Magrì ha disposto giovedì scorso, all’antivigilia di Natale, la revoca degli arresti domiciliari a carico di tutti gli otto indagati coinvolti nell’inchiesta della Guardia di Finanza di Catanzaro e Cosenza sul gruppo “Silvateam” e sulle due società che ne fanno parte, la “Silvachimica srl” di San Michele Mondovì (Cuneo) e la “Silva extracts srl” con sede a Rende (Cosenza). La disposizione riguarda gli imprenditori  Alessandro Battaglia, di 37 anni, di Mondovì, amministratore delegato della società “Silvateam spa”, del cugino Antonio Battaglia, 38 anni, ex presidente della stessa ed attuale presidente del Comitato esecutivo, abitante a Lucca;  Bruno De Cindio, di 64 anni, docente ordinario alla facoltà di Ingegneria dell’ Università della Calabria; Alessandro Pozzo, amministratore delegato della “Silva Extracts”, abitante in Liguria, a Sarzana; Ivo Parisella, responsabile amministrativo della stessa società; Alessandro Nervi, consulente per le pratiche per il finanziamento pubblico; Alfio Platania, consulente per la formazione del personale della “Silva” e Samuele Giovando, responsabile scientifico dei progetti della Silva di Monforte d’Alba. La richiesta era stata presentata dagli avvocati Giovanni Lageard e Chiara Giuntelli per i Battaglia e per i funzionari della “Silvateam” e dall’avvocato Vincenzo Adamo per gli altri imputati ed è stata accolta dal procuratore della Repubblica del Tribunale di Mondovì, Maurizio Picozzi, al termine del sopralluogo svolto la settimana scorsa in Calabria, assieme al sostituto procuratore Riccardo Baudinelli.
Prima della partenza, venerdì 17 dicembre era stato ascoltato anche Alessandro Battaglia, mentre il cugino lo era stato qualche giorno prima.
«Sono grato al procuratore di Mondovì - è stato il commento dell’avvocato Giovanni Lageard- di aver agito con tempestività ed efficienza».