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Piemonte, le Imprese Artigiane indicano la via per la ripartenza

Dovrà avvenire in un quadro di sicurezza della salute per i lavoratori e le imprese

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Piemonte, le Imprese Artigiane indicano la via per la ripartenza

Presa di posizione comune delle associazioni artigiane Confartigianato e Cna, che ribadiscono la necessità di una pronta ripartenza in un quadro di sicurezza della salute per tutta la collettività.

Preoccupate del dibattito politico che è in corso tra Governo e Regioni, hanno deciso di prendere una posizione pubblica che ribadisse i tre punti fondamentali: riapertura con le regole già attive del Protocollo sicurezza del 14 marzo scorso; effettiva disponibilità dei dispositivi di protezione; qualora si ravvisasse la necessità per alcune specifiche situazioni di accortezze aggiuntive, queste devono essere previste in provvedimento esclusivamente governativo e non delle Regioni.

“Ci preme sottolineare come qualsiasi azione, in questo quadro, debba partire da un fondamentale presupposto: l’adeguata disponibilità dei Dispositivi di Protezione Individuale (mascherine, disinfettanti e guanti). Ad oggi tale disponibilità è stata scarsa e costosa.

La ripartenza delle attività ora ferme deve avvenire sulla base delle misure di sicurezza già attive con l’accordo nazionale sottoscritto dalle parti sociali il 14 marzo scorso. Solo alcune attività, con particolari specificità settoriali (servizi alle persone e rapporti diretti con la clientela ...), possono aver bisogno di un approfondimento ulteriore: limitatamente a tali circostanze può essere utile elaborare contributi tecnici, come nel caso del progetto di cui si è fatto promotore il rettore del Politecnico, professor Saracco”.

«Per chiarezza - precisa Fabrizio Actis, presidente di CNA Piemonte - intendiamo anche sottolineare che, ove si ravvisassero necessità specifiche di nuove misure atte a garantire la sicurezza per la ripartenza, esse devono essere contenute in un provvedimento governativo e non regionale. L’esigenza di unicità e chiarezza è fondamentale a fronte delle difficoltà che hanno patito le nostre imprese disorientate da una molteplicità di ordinanze, DPCM, circolari che sono state emanate nelle settimane passate».

La cultura e la prassi della sicurezza sul lavoro rappresentano da anni una presenza radicata ed importante nel comparto dell’artigianato.

In Piemonte, su un totale di 432.743 imprese attive e di 1 milione 818.000 addetti, il comparto Artigiano annovera 117.491 imprese pari al 27,15% del totale, con 240.986 occupati.

«Chiediamo alla Regione Piemonte - continua Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte - di verificare in via preliminare la disponibilità di strumenti di protezione dei lavoratori (DPI, ecc.) anche per le micro e piccole imprese, di risorse finanziarie a fondo perduto attraverso cui sostenere gli investimenti per gli adeguamenti strutturali, organizzativi, tecnologici e per gli adempimenti informativi/formativi delle aziende. Proprio perché la tutela della salute dell’intera collettività, in questa fase deve continuare a rappresentare la priorità è fondamentale che anche le micro e le piccole imprese siano messe in condizione di garantire la massima tutela dei dipendenti, dei titolari e dei consumatori affinché le nostre imprese possano uscire dall’emergenza sanitarie ed economica e continuare a produrre ricchezza, posti di lavoro e servizi per il Piemonte».

Occorre infine fare ogni sforzo per coniugare la tutela della salute dell’intera collettività, che in questa fase continua a rappresentare la priorità, con le esigenze della ripresa economica anche delle micro e piccole imprese, senza le quali non sarà possibile tornare a produrre ricchezza posti di lavoro e servizi per l’intero Piemonte.

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