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MONREGALESE

Confartigianato interviene sulla ripartenza di parrucchieri ed estetisti

Crosetto: «Servono regole chiare sulla sicurezza», Manera: «Com’è possibile che il Covid sia considerato infortunio sul lavoro?»

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Confartigianato interviene sulla ripartenza di parrucchieri ed estetisti

Domani (lunedì) i centri di estetica e i saloni di acconciatura rialzeranno la saracinesca. Un’improvvisa ventata di ottimismo per imprese e clientela. Un solo weekend per sistemare le ultime cose, per controllare la corretta applicazione delle regole generali di sicurezza, perché finora un protocollo governativo di recepimento regionale ancora non è stato divulgato, e finalmente, dopo due mesi di chiusura, ritornare al lavoro.

Una decisione invocata da più parti, sollecitata a gran voce dalle associazioni di categoria, che da lunedì andrà a costituire un altro tassello importante della “Fase 2”, la cui coda finale sarà la ripresa di bar e ristoranti, prevista per il lunedì successivo.

«Accogliamo con soddisfazione - commenta Luca Crosetto, presidente di Confartigianato Imprese Cuneo - la scelta del Governo di anticipare la riapertura dei cosiddetti “servizi alla persona”, che rappresentano per i cittadini uno degli aspetti strategici a favore del loro benessere. Chiediamo però, che a fronte di questa tempestività decisionale, seguano altrettanto rapide comunicazioni sul protocollo di sicurezza da applicare per non incorrere in sanzioni. La notizia dell’imminente riapertura, diramata all’inizio di questo weekend, sta rendendo più difficoltoso per qualche azienda il reperimento dei dispositivi. Da parte delle imprese c’è un grande impegno nel programmare il riavvio del lavoro secondo le regole, ci auguriamo però che questi ritardi normativi non diventino pretesto per azioni sanzionatorie nel momento cruciale della ripartenza, che avviene dopo un lungo periodo di inattività».

«Il governo ama giocare con le pmi: in una notte cambia le regole – il commento di Paolo Manera, presidente di zona Mondovì -. Per un imprenditore serio non è possibile improvvisarsi in pochi giorni, riaprire nel rispetto delle stringenti norme dei protocolli nazionali. Gli artigiani monregalesi sono pronti a ripartire ma temono due cose: sanzioni e controlli in un momento difficile, con protocolli che ad oggi non sono definitivi. Sono, inoltre, molto preoccupati per questo assurdo inquadramento del Covid-19 come infortunio: non è comprensibile come sia stato possibile trasformare una malattia virale (di cui non è assolutamente possibile accertare il momento del contagio) in un infortunio, con conseguenze di possibili cause e responsabilità del datore di lavoro. Magari per il Covid contratto durante il weekend, lontano dal luogo di lavoro... Se i sindacati volevano aiutare i lavoratori potevano richiedere una misura straordinaria di malattia generica, con la quale sarebbe stato remunerato in modo maggiore il lavoro e non si sarebbe messo in difficoltà il mondo delle piccole imprese. La speranza è che grazie alla grande volontà degli artigiani riparta celermente il volano economico e che il governo inizi a pensare in modo reale agli italiani delle pmi regolari, che da sempre pagano esose tasse».

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