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MONASTERO VASCO

Ordinanza comunale bandisce il 5G sul territorio

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Antenna Monastero

Il sito dove sono iniziati i lavori a Monastero Vasco

Con un’ordinanza pubblicata in giornata il Comune di Monastero Vasco è tornato sulla diatriba riguardante la realizzazione di un'antenna in Via San Lorenzo. Dopo un acceso dibattito pubblico, con questo atto si ribadisce il “divieto di installazione e diffusione sul territorio comunale di nuovi impianti di telecomunicazione e telefonia mobile di cui all'art. 37Bis del d.lgs. n. 259/2003 – Codice delle comunicazioni elettroniche - con tecnologia 5G e sue varianti, quali 4G+, 4GPlus, 4G Evoluto”.

Un’ordinanza che si rifà al Consiglio Europeo per la limitazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz a protezione della salute dei singoli cittadini, alla Direttiva comunitaria 2013/35/UE, alla Legge Quadro n.36 del 2001, al DPCM dell'8 luglio 2003 in cui sono stati fissati limiti di esposizione e valori di attenzione ed al Decreto 28 gennaio 2017 del Ministero dell'Ambiente (criteri minimi ambientali da rispettarsi per gli edifici della pubblica amministrazione per cui si deve prediligere sempre la connessione via cavo o mediante Powerline rispetto al WiFi).

Viene quindi ribadito il “divieto a chiunque dell’installazione e attivazione sul territorio comunale di impianti con tecnologie 5G e sue varianti, quali 4G+, 4GPlus, 4G Evoluto, fino alla emanazione della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer, applicando il principio di precauzione sancito dall’Unione Europea, prendendo in riferimento i dati scientifici più aggiornati, indipendenti da legami con l’industria e già disponibili sugli effetti delle radiofrequenze, estremamente pericolose per la salute dell’uomo; fino alla emanazione della metodologia per le valutazioni preventive definite da ISPRA/ARPA”. Entro 60 giorni dalla data della pubblicazione, del presente provvedimento, è ammesso ricorso giurisdizionale al T.A.R. del Piemonte ed entro 120 giorni il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

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