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MONREGALESE

Monastero: l’antenna a San Lorenzo si farà, i residenti potranno avere un indennizzo?

Il sindaco tratta con la ditta per l’arretramento del basamento: permetterebbe di mascherarla con alberi di alto fusto

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Monastero: l’antenna a San Lorenzo si farà, i residenti potranno avere un indennizzo?

Era difficile immaginare un saluto finale “gomito a gomito” e un sorriso tra il sindaco Zarcone e il consigliere di minoranza Ferrua al termine del Consiglio comunale in cui il primo cittadino era chiamato, davanti al pubblico, a rispondere all’interrogazione presentatagli sull’antenna. Invece, i toni sono stati pacati: Zarcone ha risposto punto su punto alle domande messe per iscritto da Ferrua, che alla fine si è detto soddisfatto della risposta ricevuta e ha teso la mano alla maggioranza, invitandola a lavorare insieme nella parte finale del mandato amministrativo.

Il sindaco ha dato lettura dell’interrogazione, quindi ha fatto le sue comunicazioni. [...]

Ha quindi risposto Ferrua: «Ormai l’antenna sarà fatta, nulla potrà impedirne l’installazione. Ricordo però che l’istanza è arrivata in Comune ad ottobre, quando noi con la nostra interrogazione abbiano sollevato la questione a febbraio era già tardi, il sindaco doveva comunicare con la cittadinanza prima. Non voglio fare polemica, mi limito a rivolgere un appello al primo cittadino: come è stato garantito il legittimo diritto della ditta di installare l’antenna, garantisca la possibilità ai monasteresi di vivere in un paese salubre [...]

«Sulla salubrità siamo d’accordo – ha risposto Zarcone -, dovrebbe bastare il senso civico delle persone ma mi impegnerò a vigilare. Nei giorni scorsi ho ricevuto una delegazione di residenti, con cui abbiamo concordato alcuni quesiti da sottoporre alla ditta. Abbiamo parlato, non sono disponibili ad abbandonare il progetto né possono scegliere un’altra località perché devono garantire la copertura di una determinata percentuale di territorio. L’antenna coprirebbe un territorio di circa un chilometro, ovviamente verso Monastero, ma anche verso i Gandolfi, il Santuario e la parte di San Lorenzo sotto il Comune di Mondovì. Abbiamo chiesto di abbassare un po’ l’altezza, ma questo richiederebbe una nuova istruttoria da parte di Arpa, che non vede di buon’occhio la cosa: l’altezza allontana le radiazioni anziché avvicinarle alle abitazioni. Inoltre, la ditta ha già i cilindri in magazzino».

I due spiragli per i residenti

Il sindaco ha aggiunto: «La ditta si è mostrata, però, possibilista su questo aspetto: posizionare il basamento 10 metri più in là dal ciglio stradale, in modo da poter in qualche modo mascherare l’antenna con degli alberi di alto fusto. Serve l’ok della Wind, che a stasera non è ancora pervenuto. La ditta ha ottenuto l’ordinanza per il divieto di sosta, firmata dalla Polizia municipale che abbiamo trasferito in capo all’Unione Montana: ha così stilato un nuovo programma per il getto del cemento (comincerà lunedì, ndr).

«In definitiva – ha concluso Zarcone – mi assumo la responsabilità politica di quanto accaduto, ma aggiungo che mi posso guardare serenamente allo specchio. Anche perché ritengo non sia corretto che l’organo politico si intrometta quando il procedimento amministrativo non è ancora concluso. Ritengo saggio il vostro invito a lavorare insieme; non possiamo illudere le persone e quindi dire che lavoreremo per bloccare l’antenna, ma sicuramente dobbiamo fare in modo che questa causi il minor sacrificio possibile alla comunità. Per questo attendiamo la risposta sull’arretramento e vi invitiamo ad esplorare il tema dell’indennizzo per i proprietari che subiranno una perdita economica sul valore delle loro abitazioni e dei terreni edificabili».

Il consigliere Bosio, avvocato, ha spiegato il tema: «Si tratta di un’applicazione del principio della “giustizia distributiva”, riconosciuto in modo uniforme dalla giurisprudenza, anche dalle Sezioni Unite della Cassazione. In pratica, questo principio impone che il danno patito da un gruppo di persone per un’opera di pubblica utilità vada “spalmato”, distribuito su tutta la comunità. Grazie all’applicazione dell’articolo 44 del Dpr 327/01, in pratica, è possibile ottenere un ristoro. Si parla di indennità e non di risarcimento perché il danno deriva da un fatto lecito, come in questo caso l’installazione dell’antenna. Per questo è importante avere i due dati oggettivi, il valore ex ante e quello ex post». I residenti, dunque, come suggerito già dal consigliere Ferrua in occasione dell’incontro pubblico dello scorso 12 giugno, dovranno nel minor tempo possibile farsi fare una perizia del loro immobile, e ripeterla poi ad installazione conclusa.

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