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MONREGALESE

Monastero introduce il “Daspo” urbano

Modifica votata all’unanimità per fronteggiare i recenti episodi a Roapiana

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Monastero introduce il “Daspo” urbano

Il Comune di Monastero ha un nuovo paragrafo nel regolamento di polizia urbana: un passaggio votato all’unanimità dal Consiglio comunale riunitosi mercoledì sera nel cortile dietro al Municipio per inserire il “Daspo urbano”. Alla riunione ha partecipato un folto pubblico, che al termine della seduta ha chiesto di conferire col sindaco Zarcone. Non sono stati fatti riferimenti nel corso della discussione, ma l’inserimento della misura amministrativa si è reso necessario in seguito agli episodi di cui abbiamo parlato sull’edizione cartacea del 2 settembre.

L’esasperazione dei cittadini

Più di una volta nell’ultimo mese i carabinieri sono intervenuti perché chiamati dai residenti: urla, schiamazzi, invettive nei confronti dei vicini ed anche qualcosa di più. Una situazione verificatasi a Roapiana, che i monasteresi ora definiscono “non più tollerabili” e sulla quale chiedono un intervento risolutivo. Sotto accusa c’è una coppia e, in particolare, un uomo residente, in realtà, a Mondovì: più volte è stato visto aggirarsi in paese a chiedere spiccioli, spesso importunando le persone. Questo sarebbe alla base della querela presentata ai carabinieri della stazione di Vicoforte da parte di alcuni residenti. Il sindaco Zarcone aveva scritto al prefetto ed al questore segnalando i “ripetuti episodi” che non fanno dormire sonni tranquilli ai suoi concittadini, chiedendo provvedimenti immediati e “un rinforzo di vigilanza”.

Il Daspo urbano

Dopo l’approvazione di due variazioni di bilancio (per le spese legali relative al ricorso al TAR Piemonte contro l’istituzione della pluriclasse e per incamerare il contributo per sistemare la frana in frazione Pagliani dopo l’alluvione dello scorso novembre), l’assemblea si è concentrata sulla modifica al regolamento di polizia urbana. La misura amministrativa, concepita inizialmente in occasione di manifestazioni sportive, è stata estesa nel 2017 dal ministro Minniti anche nei Comuni, per sanzionare la condotta di ostacola l’accesso e la libera fruizione di determinati luoghi pubblici e per contrastare il degrado urbano comportato da bivacchi non autorizzati, accattonaggio, comportamenti molesti da parte di soggetti in stato di ubriachezza e altro.

Originariamente era stata pensata per preservare strutture e infrastrutture di trasporto, il ministro Salvini nel 2018 la estese anche a presidi sanitari, scuole, musei, aree verdi. «Non posso entrare nel dettaglio e dire nello specifico tutti i passaggi che ha fatto il Comune nelle ultime settimane – ha detto Zarcone -, ma vi assicuro che l’Amministrazione tutta, minoranza compresa, che ringrazio per la collaborazione, non è rimasta a guardare. Da un approfondimento della norma direi che fa al caso nostro, perché può tutelare anche luoghi come la chiesa, il monumento ai caduti, gli esercizi pubblici e le loro pertinenze».

Le sanzioni previste: il questore può disporre l’arresto

Come funziona il Daspo urbano? Si tratta di uno strumento ulteriore rispetto al piano penale. Fermo restando, infatti, la punibilità di altri singoli reati, questa misura amministrativa consente al sindaco di intervenire velocemente e tutelare il quieto vivere dei suoi cittadini. Dopo l’intervento della forza pubblica (polizia municipale o carabinieri) il sindaco può irrogare una sanzione da 100 a 300 euro e allontanare il trasgressore per almeno 48 ore. Il provvedimento viene trasmesso al questore che provvede ad informare i servizi socio-sanitari. In caso di reiterazione della condotta la sanzione viene raddoppiata e il questore può prolungare il divieto di accesso del trasgressore a determinati luoghi fino a 12 mesi. Chi non osserva il divieto imposto dal questore subisce l’arresto fino ad un anno (due se il soggetto è stato precedentemente condannato per reati contro la persona o il patrimonio).

La modifica al regolamento è stata votata all’unanimità immediatamente eseguibile, entrerà in vigore trascorsi 15 giorni. Sarà valida su tutto il territorio comunale. «Serve però un circolo vizioso – ha concluso Zarcone -: i cittadini devono denunciare, io e i miei consiglieri siamo disposti ad accompagnarli».

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