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MONREGALESE

Valli Monregalesi in Azione: “Il Governo consenta l’asporto fino alle 22 nei piccoli Comuni”

Proposta del gruppo coordinato da Valsecchi: “I nostri locali non possono creare assembramenti come nelle grandi città”

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Valli Monregalesi in Azione: “Il Governo consenta l’asporto fino alle 22 nei piccoli Comuni”

Dalle Valli Monregalesi arriva una proposta al Governo, targata “Azione”. Si chiede di consentire l’asporto fino alle 22 nei piccoli Comuni, dove le attività sono già in ginocchio dopo la mancata apertura degli impianti sciistici. «La chiusura degli impianti sciistici nel periodo natalizio e le restrizioni messe in atto in questi mesi hanno sferrato un colpo mortale agli esercenti e albergatori dei Comuni turistici montani. È ormai azzerato l’incasso maggiore dei sei mesi invernali e non si può più attendere che lo Stato ristori seriamente queste attività» dichiara Arianna Regis.

«Rimanendo in attesa che il Governo risarcisca gli esercenti per le perdite subite, si aggiunge un ulteriore problema in base all’ultimo DPCM emanato - sottolinea il coordinatore Valsecchi -, che impone una restrizione che non ha ragione di esistere nei nostri territori. Non abbiamo locali che possono creare assembramenti alla pari dei locali nelle grandi città: ancora una volta il Governo ha fatto di tutta l’erba un fascio dimostrando di non conoscere le diversità dei vari territori».

«Per questi motivi chiediamo che si valuti l’ipotesi di una deroga alla chiusura dei bar situati nei Comuni sotto i 5.000 abitanti in quanto tali attività, già vessate e a rischio chiusura a causa delle norme che non hanno consentito il turismo nel periodo natalizio, dovrebbero avere almeno la possibilità di tenere aperto per asporto fino alle 22. Crediamo sia una deroga di buon senso sulla base dei criteri tenuti in considerazione per il contrasto della diffusione del virus» conclude Debora Carnazza.

Un appello a cui si unisce anche il gruppo Alpi Marittime di Azione: «Mi unisco agli amici del gruppo delle Valli Monregalesi ribadendo che serve assolutamente una deroga a questa limitazione folle, che per i nostri territori è devastante, soprattutto in quelle località dove sono presenti gli impianti sciistici, che oltre a subire una chiusura forzata degli impianti e con conseguente abbassamento della clientela, hanno attività che si trovano anche a dover fare a meno dell’asporto dopo le 18. Chiediamo fortemente questa deroga per evitare la chiusura definitiva di tante imprese soprattutto a conduzione familiare» spiega il coordinatore Nicolò Musso.

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