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Unione Montana, se ne va anche Roburent: contraria la minoranza

Solito acceso confronto in Consiglio - Era l’ultimo Comune a doversi esprimere

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Unione Montana, se ne va anche Roburent: contraria la minoranza

Anche Roburent ha portato in votazione il recesso dall’Unione Montana. «Non sarebbe necessario perché quattro Comuni hanno già votato il recesso - ha spiegato il sindaco Negri -: di fatto l’Unione non esiste più». «Nei documenti che ci avete consegnato manca la lettera di risposta del Comune di Roburent alla lettera del presidente Taravello - ha sottolineato Valsecchi -: se avete già risposto la nostra votazione è inutile, è una semplice presa d’atto». 

«L’Unione non ha saputo conservare l’unità tra i Comuni che la costituivano, c’è rammarico perché la vallata del Casotto, Roburentello e Corsaglia sicuramente rivestiva un’unità territoriale e sociale» il commento di Garavagno. 

«Vorrei puntualizzare tre cose - così la consigliera Costa -: tempo addietro lei, sindaco, spinse per la modifica allo Statuto che ha permesso il recesso dall’Unione senza il preavviso di sei mesi. In secondo luogo io ho protocollato sul tema un’interrogazione lo scorso 18 febbraio: probabilmente non sarebbe cambiato niente, ma perché non portarla nel precedente Consiglio anziché oggi a cose fatte? Comunque ho fatto istanza di accesso agli atti in Unione e ho trovato la lettera che lei, sindaco, ha inviato in risposta a Taravello. In essa scrive testualmente: “Comunico l’intenzione di recedere dall’attuale Unione non ritenendone sostenibile la gestione in seguito al recesso del Comune di Pamparato e al totale disinteresse del Comune di Monastero”».

«Doveva rispondere: “Convoco il Consiglio comunale e le faccio sapere” - ha ripreso la parola Valsecchi -. Prima di uscire bisognava almeno capire la definizione dei rapporti economici. Sulle accuse agli altri Comuni, ricordo che i consiglieri di Monastero Danna e Ferrua sono stati sempre presenti e che l’Unione qualcosa ha fatto: per esempio, è grazie ad essa se avremo una telecamera per la videosorveglianza».

«Grazie al consigliere Valsecchi per lezione socio-politica e giuridico-economica - ha risposto il sindaco Negri -, ma non mi si mettano in bocca parole che non ho mai pronunciato: nessuno ha mai detto che l’Unione non abbia fatto nulla e sia stata un fallimento. Anzi ringrazio chi, come il presidente Taravello, ci ha sempre messo anima e corpo. La mia considerazione su Monastero, ovviamente, non si riferiva ai consiglieri Danna e Ferrua, che ringrazio per il prezioso lavoro svolto quale delegato alla Polizia locale».

Dopo una breve sospensione della seduta, Valsecchi è tornato a chiedere di votare semplicemente la presa d’atto e non il recesso, ma il sindaco l’ha stoppato: «Con gli altri sindaci avevo concordato di recedere e ora non mi rimangio la parola». Al momento del voto la consigliera di maggioranza Rinverdi Canova si è astenuta, contraria invece la minoranza oltre a Garavagno.

«La distruzione di un ente sovracomunale è una terribile illogicità - la dichiarazione di voto di Garavagno -: ritengo che si debba comunque aprire tra maggioranza e minoranza una discussione in merito a nuove eventuali adesioni ad altre Unioni Montane esistenti, non sarebbe illogico guardare al Mondolè».

«Voto contro perché reputo non si possa chiedere di recedere senza sapere dove andare e senza avere un’idea chiara di quelli che saranno i rapporti economici da definire - questa la dichiarazione di Valsecchi -, anche perché la decisione è stata preliminarmente presa dai sindaci e non dai rispettivi Consigli comunali. Ringrazio comunque gli amministratori e il personale che hanno dedicato il proprio tempo all’ente».

«Penso che questa decisione sia una grave sconfitta per gli amministratori dell’Unione - così Costa prima del voto -, ma soprattutto non condivido per nulla il modo in cui è stata assunta».  

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