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A Garessio una targa per tutte le vittime civili della seconda guerra mondiale

E' stata installata nellla mattinata del Giorno del Ricordo

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A Garessio una targa per tutte le vittimi civili della seconda guerra mondiale

GARESSIO – Una targa in memoria di “tutte le vittime civili della seconda guerra mondiale, Shoa, rastrellamenti, bombardamenti, foibe, deportazioni ed esecuzioni”. È stata scoperta questa mattina (giovedì 10 febbraio), dall’Amministrazione comunale di Garessio in occasione del Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Il tabellone è stato installato sul piazzale accanto alla bocciofila, ed è stato scoperto nel corso di una cerimonia a cui hanno preso parte anche gli alunni delle terze medie del paese. Presenti il sindaco di Garessio, Ferruccio Fazio, con gli assessori Pierandrea Camelia e Paola Carrara e i consiglieri di opposizione Isaac Carrara e Renza Roberi, l’assessore del Comune di Priola Gloria Anselmi con il consigliere Giorgio Candussio, il segretario di Ceva e Val Tanaro della Lega Giorgio Bove. Con loro Maria Rosaria Dominis, nata in Dalmazia, nell’isola di Arbe, ed arrivata a Garessio con la mamma e il fratello nel 1948, e Pier Luigi Reggio, il cui babbo Antonio venne deportato in campo di concentramento in Germania, a Kahla, dove perse la vita il 10 febbraio del ‘45.
“Grazie al consigliere Isaac Carrara e all’assessore Camelia per aver organizzato questa iniziativa – ha dichiarato il sindaco Fazio -. Oggi la nostra guerra si chiama pandemia. L’evento di oggi deve insegnarci che nella vita ci sono periodi difficili, che dobbiamo affrontare con coraggio ed atteggiamento positivo”.
“Iniziativa senza colore politico, promossa da tutta l’Amministrazione comunale per ricordare il valore della memoria. Per questo abbiamo scelto come sfondo della targa l’immagine di un rastrellamento avvenuto a Garessio, in viale Paolini, nel marzo del ‘44”, ha detto Camelia.

Il consigliere Carrara ha aggiunto: “Giornata scaturita da una proposta che avevo fatto partendo dal Giorno del Ricordo e che è stata accolta da tutta l’Amministrazione comunale - Spero possa avere un seguito, sempre con il coinvolgimento dei più giovani affinchè non venga mai dimenticato quanto accaduto”.
“In certi momenti occorre svincolarsi dalle ideologie di parte che spesso costruiscono barriere ed invece lavorare insieme come semplici individui di buon senso che si prefiggono come obbiettivo impedire che accadono ancora simili atrocità”, ha spiegato il consigliere Roberi.
“Oggi è stata una bella giornata, soprattutto per la presenza dei giovani, a cui dobbiamo tramandare memoria e ricordo di quanto accaduto e delle sofferenze che guerra ed odio possono causare alla popolazione – il commento del segretario della Lega, Bove -. Garessio ha lanciato un messaggio positivo e di speranza, perché come siamo usciti da momenti terribili come la seconda guerra mondiale, ed abbiamo ottenuto la democrazia, così sapremo uscire anche da questa pandemia più forti di prima”.

Sulla cerimonia di stamani a Garessio giunge anche il commento del senatore cuneese della Lega Giorgio Maria Bergesio: “Iniziativa lodevole, perché ricordare è un dovere. Abbiamo depositato, grazie al convinto sostegno di Matteo Salvini, a cui vanno i nostri ringraziamenti, un disegno di legge che istituisce un concorso annuale per la realizzazione di un’opera d’arte itinerante a ricordo del dramma delle Foibe da esporre, per un anno, in uno dei tanti capoluoghi di regione italiani. Il concorso è indirizzato ai laureandi sia del corso triennale che magistrale delle facoltà di architettura, design, beni culturali, ingegneria e Dams e premia, con un’esposizione al pubblico, il progetto e l'idea artistica più adatta a ricordare le drammatiche vicende vissute da tanti italiani sul confine nordorientale. Coinvolgendo i giovani universitari, per tenere viva la memoria di questi tragici eventi, tramite l’arte cerchiamo di sensibilizzare le coscienze affinché tali atrocità non si ripetano più. Perché non esistono morti di diverso valore e perché verità e storia non vengano più occultate”.

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