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Delitto Cella: nuovi accertamenti sulla borsetta della vittima

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Ha insegnato anche a Montaldo la maestra di Boves indagata per l’omicidio di Nada Cella

La vittima dell'omicidio, Nada Cella

Disposti nuovi acceertamenti sul delitto Cella. Le indagini potrebbero avere nuovi sviluppi grazie alla borsetta della vittima, che il 6 maggio del 1996 fu brutalmente uccisa nello studio del commercialista per il quale lavorava come segretaria a Chiavari. La  madre ha ritrovato la borsetta, contenete anche i documenti di identità di Nada Cella, nella soffitta della casa di damiglia ad Alpepiana.  È una prova nota agli inquirenti, ma potrebbe svelare nuovi indizi grazie alle attuali tecniche investigative. Attualmente resta solo una persona indagata per il delitto, una donna che al tempo dei fatti lavorava nello stabile dove fu uccisa e che da anni vive con la famiglia nelle campagne di Boves. Fu anche maestra, per breve tempo a Montaldo Mondovì. Sulle presunte prove a carico sta lavorando il genetista Gaetano Giardina, lo stesso che identificò l’assassino di Yara Gambirasio, i test già conclusi per ora escludono la responsabilità della donna.  

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