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Il Ministero taglia una classe alla scuola per l'Infanzia di Peveragno

Il sindaco Reanudi scrive una lettera di protesta

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Il Ministero taglia una classe alla scuola per l'Infanzia di Peveragno

Il sindaco di Peveragno Paolo Renaudi

PEVERAGNO – Secondo il Ministero dell’Istruzione a Peveragno bastano quattro classi alla scuola di Infanzia. E così dal prossimo settembre una delle sezioni sarà chiusa. La decisione ha suscitato un immediata reazione da parte del primo cittadino Paolo Renaudi che ha inviato al dicastero una lettera, divulgata anche ai mezzi di informazione. Esprime motivato rammarico per la decisione, che ha detta del primo cittadino vanifica anche l’importante sforzo economico sostenuto negli anni scorsi per riqualificare l’istituto in vista proprio dell’aumento delle sezioni. “Ora trascorsi appena due anni e mezzo tutti gli sforzi economici saranno riconducibili al consueto "Spreco di denaro pubblico"”. scrive. Di seguito alcuni passaggi della lettera.

“A seguito di vostra determinazione, che riduce le sezioni della scuola dell'infanzia di Peveragno da 5 a 4 classi, vorrei esternare il rammarico dell'Amministrazione comunale, unitamtente al dirigente scolastico dell'I.C. Chiusa Pesio-Peveragno, la dottoressa Rosanna Blandi, tutto il corpo insegnante e tutti i nostri concittadini”.

"Il ridimensionamento delle sezioni va in controtendenza rispetto alla previsione di un incremento delle nascite, normale tendenza per il Comune di Peveragno, in crescita ormai da trent’anni; sussiste la reale possibilità di dover adottare la spiacevole modalità delle liste di attesa con il rischio di costringere la migrazione da Peveragno, comune sito in territorio di zona di montagna, verso altre destinazioni".

"La preoccupazione per l’attuale situazione della nostra Scuola dell’Infanzia, considerato un vero e proprio gioiello per l’accoglienza e il servizio che offre al piccoli peveragnesi e non solo, verrà comunque palesato ed espresso anche sui mezzi di informazione locale; questo per dare evidenza al nostro rammarico e sottolineare la disapprovazione dei criteri adottati per l'assegnazione delle sezioni; non sì può ricondurre tutto ad una solo dato, ovvero il numero degli iscritti, senza tener conto di tantissimi altri fattori, a nostro avviso decisamente più incisivi sull’effettiva realtà dei nostri piccoli-medi paesi".


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