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Linea Cuneo Mondovì: lettera di Fdi  a sostegno della riattivazione

Precisazioni dal sindaco di Beinette: "mai proposto lo smantellamento, ma un uso alternativo"

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Linea Cuneo Mondovì: lettera di Fdi  a sostegno della riattivazione

BEINETTE - Non ha mai detto di volerla smantellare, eppure continua il fraintendimento delle intenzioni del sindaco di Beinette Lorenzo Busciglio sul futuro della linea Cuneo Mondovì. Ha chiesto invece uno studio di fattibilità per l’eventuale “copertura” non definitiva del sedime ferroviario negli 8 chilometri che collegano la sua Beinette al capoluogo al fine di realizzare un tracciato ciclopedonale e al contempo prendersi cura di quel che resta della tratta in disuso dal 2012. Una proposta simile fu avanzata anni fa in un tratto dei collegamenti albesi e non ebbe seguito. Il merito della proposta è però di avere riacceso il dibattito sul trasporto ferroviario fra Cuneo e Mondovì con il risultato che la maggior parte degli interlocutori difende l’idea della riattivazione della linea. Sulla questione si sono già espresse associazioni e movimenti politici, e nei giorni scorsi anche Monica Ciaburro, William Casoni e il consigliere regionale Paolo Bongioanni. Insieme hanno scritto una lettera per sensibilizzare chi potrebbe fare qualcosa sul’importanza del collegamento ferroviario. L’assessore regionale Marco Gabusi avrebbe invece già preso una posizione chiara: “La linea Cuneo-Mondovì non riaprirà”. “Si punterà su altre linee, anche se arrivassero fondi extra dal Governo – ha aggiunto - . Se ci fosse stata la volontà di riaprirla negli ultimi 8 anni sarebbe successo, come accaduto per la Saluzzo-Savigliano. Chiedere investimenti massicci su tratte che trasportano poche persone non è realistico”. Di diversa l’opinione dei firmatari della lettera: “La situazione attuale è totalmente diversa da quella che, nel 2012, ha imposto la chiusura – scrivono - . La Provincia di Cuneo è ormai la terza isola italiana: anni di tagli hanno contribuito a renderci sempre più isolati e a costringere i cittadini a preferire l'utilizzo dei mezzi privati a quelli pubblici, spesso insufficienti e poco capillari. È fondamentale ripensare il servizio pubblico locale: già adesso la strada provinciale 564, che collega Cuneo a Mondovì, è spesso satura. Cosa succederà quando tra alcuni anni le città attraversate dalla ferrovia si saranno espanse e la rete viaria sarà totalmente insufficiente?". Poi si citano le spese che la Regione e la Provincia hanno sostenuto nell'ultimo decennio proprio per la ferrovia Cuneo-Mondovì: dalla ricostruzione del ponte sul Gesso, distrutto dall'alluvione del 1996, al rinnovo dell'armamento e della segnalazione, ai sovrappassi delle tangenziali di Beinette e Pianfei, costate milioni di euro ciascuna. Nella lettera si fa riferimento anche al’impulso turistico che il recupero della linea potrebbe dare alla terra cuneese: "migliorando i collegamenti con la Liguria, verso Savona e Genova, tanto in chiave commerciale, quanto in chiave turistica – scrivono - , velocizzando ad esempio il raggiungimento delle piste da sci delle nostre magnifiche vallate”. Premesso che nessuno vuole smantellare la linea è condivisibile il chiaro desidero di riattivarla espresso nella lettera.

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