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Due terzi del personale alla Rsa Don Peirone di Peveragno è positivo

Il sindaco Renuadi : "senza una soluzione rapida saremo costretti a evacuare la struttura"

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Due terzi del personale alla Rsa Don Peirone di Peveragno è positivo

Meno tamponi ma più contagiati di un mese fa: ovvero il virus corre. Soprattutto fra gli operatori sanitari, tanto da avere messo in crisi il servizio di assistenza nella casa di risposo comunale di Peveragno. A denunciarlo è il sindaco Paolo Renaudi che spiega i numeri in paese:  68 positivi, di cui  12 in una residenza per anziani privata. Nella struttura comunale, la Don Peirone: “gli ospiti stanno bene, e i pochissimi soggetti che hanno avuto sintomi (costantemente seguiti dai loro medici) se la sono cavata con poche linee di febbre e il ritorno a buone condizioni in 24-48 ore. Quindi oggi la condizione generale degli ospiti non desta preoccupazioni, un piccolo grande sollievo”. Ma c'è un grave problema sul personale: “due terzi dell’organico è positivo – conferma il sindaco - . Abbiamo reclutato in fretta e furia qualche persona per tamponare la situazione, ma è di fatto impossibile nella situazione attuale reperire altri OSS e infermieri, e quindi prevediamo la probabile impossibilità a continuare a dare i servizi essenziali ai nostri ospiti entro 3 - 4 giorni. Abbiamo chiesto aiuto a tutti: Regione, Unità di crisi, ASL, SISP. Abbiamo proposto di mandare al lavoro le OSS e le infermiere positive asintomatiche che se la sentivano, facendole lavorare solo su ospiti positivi (in questo modo non si aumenta il rischio di contagio). E' una modalità operativa che va autorizzata dall'ASL (servizio SISP), e che non possiamo adottare in autonomia. Stiamo attendendo risposte che per ora sono arrivate solo dai vertici Regionali”. “Il problema è grave, e se non giungeranno risposte concrete comunque a giorni saremo costretti a evacuare la struttura, segnalando nel contempo a chi di dovere la situazione creatasi e segnalando (temiamo) la mancanza di risposte concrete da chi ne aveva la piena responsabilità. Domani vi aggiorneremo di nuovo. Noi non molliamo, statene certi”.

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