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Proroga delle chiusure al comparto neve a 12 ore dalla riapertura: solidarietà al settore anche dall'Unione Montana Alpi del Mare

"Non ci permettiamo di contestare la scelta in sé, ma il modo"

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impianti sci

Solidarietà unanime al comparto neve, un coro al quale non manca la voce dell'Unione Montana delle Alpi del Mare che in serata ha divulgato un cominicato congiunto dei sindaci di Boves, Chiusa di Pesio, Peveragno, Roaschia e Valdieri. "Vogliamo manifestare la nostra piena solidarietà a tutti gli operatori dei settori economici legati allo sci alpino - scrivono i sindaci - . A poche ore dalla possibile (e concessa) autorizzazione alla riapertura degli impianti sciistici è arrivata una doccia fredda, terribile sia perché spegne le speranze di chi con lo sci e le attività connesse ci lavora e mantiene le proprie famiglie, sia perché vanifica il lungo lavoro di preparazione per la riapertura in sicurezza, con una mole di investimenti, spese e lavori fatti in questi giorni da tantissime imprese. Soldi gettati al vento, speranze in fumo, e soprattutto tanto disorientamento e sconcerto". Nelle terre delle alpi piemontesi si è già calcolata una perdita fra i 10 e i 12 miliardi di eruo. "Riaprire è un atto di volontariato - avevano detto dall'Atl quando sembrava confermata la riapertura del 15 febbraio -, a fronte di una stagione già compromessa il comparto ci prova, con spese che non saranno coperte dal seguito della stagione". Ma a fronte degli sforzi fatti per poter riaprire è arrivata alla vigilia la decisione di prorogare la chiusura. "Non ci permettiamo di contestare la scelta in sé, ma il modo - scrivono dall'Unione Montana -: se si era a conoscenza di dati e tendenze che sconsigliavano la riapertura, bisognava avere il coraggio di prendere le decisioni giuste, per quanto dolorose, nei tempi e nei modi adeguati. Una decisione presa a poche ore dalla riapertura è inaccettabile, e provoca un danno economico pesante per tutti quegli operatori che si stavano preparando a sostenere e gestire una ripartenza in sicurezza. Sui media passano ogni giorno notizie di imprenditori che si ribellano, e di sempre più diffuse trasgressioni alle prescrizioni in materia di prevenzione e contenimento del contagio da COVID 19 da parte dei cittadini. Purtroppo non è certo con simili terribili indecisioni che si migliorerà la fiducia verso le istituzioni, specie dopo un periodo ormai lungo un anno di privazioni, difficoltà e paure. Al ministro competente rivolgiamo un invito a rivedere tempi e modi di adozione delle decisioni, per quanto comprensibilmente difficili, per non rischiare di compromettere ulteriormente una situazione già di per sè delicatissima. Agli operatori e agli abitanti delle nostre montagne va tutta la nostra solidarietà e vicinanza".
 
 

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