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A Peveragno più della metà degli attuali contagi è collegato al mondo della scuola

Renaiudi : "chiudere le scuole è una decisione sofferta ma il virus corre e la copertura del vaccino ancora non c’è”.

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Il Ministero taglia una classe alla scuola per l'Infanzia di Peveragno

Il sindaco di Peveragno Paolo Renaudi

Il ritorno alla Dad per tutte le scuole anche in terra cuneese, dove restano in presenza solo nidi e micronidi, ha suscitato la reazione delle famiglie. Per molte non sarà semplice affrontare il periodo per ora indicato dall’8 al 20 marzo, con rientro in aula solo lunedì 22. Perché questa decsione è stata assunta lo spiegano i numeri che nella terza ondata rigurdano anche i più giovani. La conferma arriva dai sindaci, che hanno il reale polso della situazione. A Peveragno il primo cittadino Paolo Renaudi analizza il dato del suo paese : “le persone positive oggi sono 24 – scrive nel post pubblicato sul gruppo facebook peveragnese  –, di cui 2 operatori del mondo della scuola, 8 giovanissimi frequentanti scuole di varie età, dall’infanzia alla secondaria superiore, a cui sono collegati altri 4 casi di adulti. Insomma, 10 casi legati alla scuola e 4 adulti (familiari) ad essi collegati. Più di metà dei casi di contagio di Peveragno quindi sono da collegarsi all’ambiente scolastico”. Il caso Peveragno non è l’unico . Anche nella vicina Boves nelle scorse settimane sono emersi contagi fra i giovanissimi. “E’ vero che sono numeri troppo piccoli per costruirci su una qualsiasi evidenza statistica – dice il sindaco di Peveragno - , ma la realtà dei fatti è che l’età media dei contagi si è abbassata tantissimo, e molti casi sono collegati alla scuola. Ovviamente le decisioni prese a livello regionale e provinciale si basano su analisi simili e su numeri di ben altra consistenza. Purtroppo questa oggi è la dolorosa realtà con cui dobbiamo fare i conti”. Non mancano parole di conforto:“da genitore con figli in età scolare, non posso che evidenziare che chiudere le scuole è una scelta dolorosa per bambini e ragazzi e che mette in difficoltà tante famiglie. Ma la realtà è questa: il virus corre, corre tanto fra i giovanissimi e nel mondo scolastico, e la copertura del vaccino ancora non c’è”.

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