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NIELLA TANARO

La crisi dei circoli e del mondo delle bocce nel post-Coronavirus

Ne abbiamo sul numero in edicola con Antonio Sciolla (UPD Niellese) e il consigliere Fib Valter Ambrogio

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campi bocce niella

I campi all'aperto di Niella Tanaro

Distanziamento sociale (due metri tra un giocatore e l’altro sulle corsie), nessuna stretta di mano, mascherine, igienizzazione delle bocce e degli attrezzi, divieto di utilizzo degli spogliatoi, queste le prime regole per far ripartire il mondo delle bocce ed i circoli. Ma si sa che i circoli sono anche bar, tavolini dove giocare a carte e passare qualche ora in compagnia e soprattutto commentare le giocate degli amici e scacciare la noia e qui le regole anti-Coronavirus si aggiungono ad altre regole e diventa difficile ripartire.

Tra i primi campi all’aperto riaperti quelli di Niella Tanaro, ma, tolta questa domenica di sole con un po’ di gente all’ombra delle piante ad animare l’impianto, non si può parlare di vera ripresa. «I campi fuori possiamo igienizzarli e pulire di volta in volta le bocce ed i portabocce con la conegrina, ma se dovessimo fare la sanificazione di quelli interni con quello che costa a metro quadro alla terza volta ci saremmo mangiati l’intero bilancio - commenta il presidente dell’UPD Niellese, Antonio Sciolla -. Il bar non può lavorare se non ai tavolini all’aperto, ma la gente non può giocare a carte, che è diventato il gioco più infettivo di tutti. In più dobbiamo fare l’autocertificazione ogni giorno di chi è presente, di chi gioca, ed i nostri soci si stanno stufando di compilare fogli.

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