Alto Tanaro

Si era allontanato dall’abitazione di Chionea
Ormea: ritrovato morto martedì il cercatore di funghi disperso in montagna da 6 giorni
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aperturaORMEA - Quando già - martedì - era stato deciso di interrompere le ricerche di Augusto Pelazza di 79 anni - abitante in alta valle Tanaro, nella frazione Chionea, di Ormea in via Case Sparse - il cercatore di funghi, di cui mancavano notizie da giovedì scorso, il suo corpo senza vita è stato ritrovato.
L’uomo, secondo quanto si è appreso giaceva non distante dall’agriturismo la Regina di Ormea, in una zona già battuta durante le ricerche. Stante la natura del terreno potrebbe essere scivolato, forse anche a seguito di un malore. La sua scomparsa era stata segnalata dal figlio, dopo che giovedì scorso era uscito per andare in cerca di funghi e in serata, quando non era rientrato era scattato l’allarme.
Nella zona hanno operato oltre una trentina di persone di diversi corpi, da quello del Corpo nazionale del Soccorso alpino, alla protezione civile, carabinieri, vigili del fuoco e agenti del corpo forestale, che hanno svolto le ricerche anche con l’aiuto di cani cerca-persone.
Il corpo è stato recuperato e composto nel cimitero di Ormea, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
«Desidero ringraziare – dice Giovanni Pelazza, figlio del pensionato – tutte le persone che in questi giorni si sono dedicati con cura e dedizione alla ricerca di mio padre. In tanti, tra amici e operatori, hanno dimostrato affetto e professionalità disinteressata».
Nella foto: Augusto Pelazza


Camilla Rostagno per un anno negli States
Giovane di Garessio studierà a Chicago
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aperturaGARESSIO – (m.b.) – Un anno di scuola negli U.S.A., è partita giovedì scorso la giovane garessina, Camilla Rostagno, che trascorrerà il prossimo anno scolastico in una cittadina vicino a Chicago, in Illinois. A pochi giorni dalla partenza è stata la stessa Camilla a raccontarci così la sua “grande avventura”.
“Fin da quando ero piccola ho sognato di passare un anno negli Stati Uniti a studiare, ma sapevo che ci sarebbero voluti costanza ed impegno. Terminati i tre anni di scuole Medie, mi sono iscritta al Liceo Classico di Mondovì e finalmente, durante il terzo anno, ho potuto sostenere un colloquio di selezione a Torino presso la sede della WEP, una delle organizzazioni che si occupano dei soggiorni all’estero degli studenti. Sono stata sottoposta ad un test di inglese scritto e orale, il cui superamento era necessario vista l’area di destinazione che avevo scelto, e ad un colloquio con uno psicologo. Ho atteso con ansia i risultati e dopo un paio di settimane ho ricevuto una lettera dalla WEP.
Ricordo perfettamente di aver tenuto quella busta in mano per parecchio tempo, fissandola senza il coraggio di aprirla: ero così agitata che non sapevo nemmeno più se volevo leggere una risposta positiva o negativa! Poi l’ho aperta e.. mi avevano presa! Da quel momento è cominciata la mia avventura. Ho compilato un dossier con informazioni su di me e sui miei interessi da inviare alle famiglie americane che erano disponibili ad ospitare ragazzi stranieri. A quel punto è cominciata l’attesa per la destinazione, durante la quale ho provveduto a procurarmi tutti i documenti necessari per il soggiorno, compreso il visto, per il quale mi sono recata al consolato americano a Milano. A metà luglio mi è arrivata la telefonata che aspettavo da tanto tempo: la mia famiglia di destinazione si trovava in Illinois, vicino a Chicago, e sarei partita il 18 agosto.
I preparativi mi hanno impegnata moltissimo, più di quanto credessi: dovevo decidere cosa portare, comprare un pensierino per la mia “host family”, salutare tutte le persone che mi sono sempre accanto, e che mi mancheranno tantissimo.
Sono un po’ nervosa perché non so di preciso come sarà la mia vita durante il prossimo anno, ma credo che sia normale. È un’avventura che voglio vivere fino in fondo e che credo mi resterà sempre nel cuore. Devo ringraziare i miei genitori che si sono fidati di me e mi hanno appoggiata in questa decisione. Senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. E nemmeno senza il mio fratellino: senza il suo “ok” non sarei mai partita!».
Nei prossimi mesi Camilla, che coltiva numerosi interessi, tra i quali anche il giornalismo frequenterà il quarto anno del “liceo”, che negli Stati Uniti rappresenta l’ultimo anno delle scuole superiori, e tra le tante difficoltà dovrà anche affrontare con un anno di anticipo l’equivalente dell’esame di maturità.

Nella foto: Camilla Rostagno

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