Alto Tanaro

La Comunità Montana pronta a battersi perchè venga affidato al territorio
Chinea “Re provvisorio” di Casotto
Garessio gestirà la reggia ed è una mezza rivolta
 

aperturaGARESSIO – (m.b.) – Sarà il Comune di Garessio ad occuparsi del Castello di Casotto, e non la Comunità Montana Alto Tanaro, Cebano Monregalese. Lo ha deciso la direzione Cultura della Regione che lo ha comunicato agli enti interessati la vigilia di Natale. Una bella soddisfazione per il sindaco Renato Chinea, che, forse forte del suo successo, per il momento preferisce non commentare (anche se qualche frase gli sfugge, tra cui “Sono anni che me ne interesso, ed è giusto che sia così, visto che il castello si trova a Garessio. Sapevo che sarebbe finita così già da alcuni mesi”). In realtà il castello era un “interesse” del sindaco di Garessio già da quando quest’ultimo era primo cittadino di Pamparato ed è proprio l’attuale sindaco di Pamparato, Fausto Mulattieri, secondo il quale con questa decisione si sarebbe fatta una sorta di passo indietro, ad esprimere per primo il suo rammarico.
“Invece che ridare un bene come il castello di Casotto a tutto un territorio ed affidarlo ad un ente che rappresentasse le nostre vallate come ad esempio la Comunità Montana, è stato preferito un singolo soggetto: il Comune di Garessio. Le strategie di gestione di strutture del genere dovrebbero far parte di un sistema più ampio e in sinergia con tutti gli enti e comuni delle nostre zone: fare un pacchetto unico e più forte - a livello nazionale e non solo - di promozione in cui oltre al Castello di Casotto, inserire per esempio il Santuario di Vicoforte, le Grotte di Bossea e la Langa. Invece è stata preferita la politica che guarda alle risorse come un bene d’interesse strettamente locale. E’ una politica miope, dobbiamo metterci in testa che in questo modo non andiamo lontano. E’ necessario invece lavorare e collaborare insieme”.
La decisione della Regione, che affida la gestione della storica dimora sabauda in via provvisoria per un anno al Comune di Garessio, è stata una brutta sorpresa per tutta la Comunità Montana Alto Tanaro, Cebano, Monregalese che da tempo seguiva la questione e che si augurava di poter continuare ad occuparsi della gestione (negli ultimi 10, difficili anni, la struttura è stata gestita dalla Comunità Montana Alta Val Tanaro, poi inglobata nel nuovo ente).
Una decisione, quella della Regione, che suona come un’occasione mancata, secondo il presidente dell’ente, Giuseppe Boasso
“Affidando la gestione ad un solo Comune, anziché alla Comunità montana che ne aveva fatto espressa richiesta, la Regione ha esautorato il nostro territorio di un’opportunità importante per tradurre in concreto la capacità più volte auspicata del territorio di fare sistema”.
Solo così, secondo il presidente, si potrebbero concretizzare progetti “satellite”, nati cioè a margine del grande disegno di valorizzazione di una delle regge che fu di casa Savoia e per la quale la Regione ha messo in campo un investimento senza precedenti sul territorio: 15 milioni di euro.
“Penso al milione di euro in infrastrutture viarie e parcheggi sotterranei che la Val Casotto attende da anni per mettere in sicurezza la sua valle e migliorare la strada di accesso per i flussi turistici che si prevedono in futuro – aggiunge Boasso -. Per fare tutto questo serve un interlocutore forte come la Comunità montana, in grado da una parte di dialogare con le istituzioni regionali e dall’altra di coordinare le istanze del territorio affinché tutti, dico tutti i 41 Comuni delle valli, possano beneficiare di un’occasione unica, imperdibile”.
Comunque non è finita qui, sembra dire Boasso, che rilancia.
“Continueremo a ribadire con forza la nostra intenzione di partecipare come soggetti attivi e concretamente coinvolti nel destino di Casotto. Siamo infatti di fronte ad un’assegnazione in via provvisoria e per un anno soltanto a Garessio. Poi verranno altre scelte strategiche, le più importanti. E in quelle la nostra Comunità montana conta ancora di giocare la partita decisiva. Per questo rilanciamo una proposta che rivendichiamo con forza: essere coinvolti nel tavolo di regia che nei prossimi mesi si occuperà di abbozzare un piano di lavoro per potenziare e valorizzare il castello a restauri completati. Ne faranno parte oltre a Garessio, Ministero dei Beni Culturali, Regione, Provincia di Cuneo e Fondazione CRC. E la Comunità montana?”.


Nel frattempo la Giunta ha deciso di non intervenire sotto i 10 cm di neve, Mulattieri polemico sulla decisione
Chiusa per ghiaccio la Pamparato-Valcasotto-Garessio
Medesimo provvedimento cautelativo per tutti i valichi dell’Alta Val Tanaro
 

aperturaGARESSIO - (m.b.) - «Mi impegno personalmente ad intervenire ad un incontro, da organizzarsi entro fine gennaio a Ceva, per illustrare alla popolazione le ragioni che hanno spinto il Governo a chiedere alle Ragioni una razionalizzazione del sistema sanitario».
Questa la risposta del ministro della Salute, il garessino Ferruccio Fazio, ai sindaci di Ormea, Nucetto e Ceva che nel corso della festa di Natale alla “Sanofi-Aventis” gli hanno consegnato la lettera firmata dai sindaci del Distretto sanitario e dal Co.Di.Ce. e rivolto all’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, nel quale si chiede che la razionalizzazione del sistema sanitario regionale non coinvolga il nosocomio cebano. Il ministro Fazio ha spiegato
“L’aumento dell’aspettativa di vita comporta la necessità di strutture diverse dalle attuali, più tecnologiche e con degenze brevi. A fronte di ciò, occorre garantire l’emergenza sul territorio e la continuità dell’assistenza. E’ il Governo a chiedere queste trasformazioni alle Regioni, per ragioni precise. Alcune Regioni, le più virtuose, si sono già adeguate, ed oggi possono garantire prestazioni di alta qualità. So che per Ceva il piano non è penalizzante, e credo di poter dire fin da ora che si riuscirà ad organizzare un “H24”, forma di assistenza 24 ore su 24 ospedaliera, distrettuale o basata sull’associazionismo tra medici. Capisco tuttavia l’incertezza del territorio e mi rendo perciò disponibile a partecipare ad un incontro, entro fine gennaio a Ceva, durante il quale potrò chiarire queste ragioni alla popolazione”.

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