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Thailandia un viaggio da 9-

Tre amici improvvisati nel paese del sorriso

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Thailandia un viaggio da 9-

Viaggiare è bello. Scegliere la meta, preparare la valigia sapendo che sicuramente dimenticherai qualcosa, e poi partire...

A novembre sono riuscito a prendermi una settimana di ferie con altri 2 amici "improvvisati" e siamo andati in Thailandia.

Sì, "improvvisati", perché ci eravamo conosciuti solo due settimane prima a una cena da amici comuni. Qui tra un Nebbiolino e un Barolo ci siamo messi a parlare ed è scattata l'idea. Una settimana tra cultura, spiagge, vita notturna e immersioni... destinazione la Terra del sorriso.

Scelto il periodo ci siamo dati da fare per trovare un volo. Dove dormire lo avremmo stabilito in loco a seconda del trip del momento. Siamo riusciti a trovare un volo molto comodo e a un prezzo abbordabile, nonostante lo scarso preavviso, con Singapore airlines.

Prima tappa Bangkok, che dire... una città da non perdere. Non solo per i monumenti, ma per la gente. Sorridente, allegra, disponibile. Per noi era la prima volta in questo Paese o almeno così è quanto affermo io. Fabio, il logorroico del gruppo, ha sostenuto per tutto il viaggio di essere già stato in zona... Infatti l'anno prima era andato in Malesia. E se, per zona, intendiamo l'Asia, effettivamente poteva avere anche ragione.

Mentre eravamo fermi a Malpensa. in attesa del volo, abbiamo prenotato l'albergo a Bangkok per due notti. Un posticino carino dove farci una doccia e sbattere i bagagli dove il lungo volo (16 ore). Non so se in questa rubrica siano ammesse le pubblicità indirette agli hotel quindi vi dico che era in centro, un quattro stelle, pulito. Il costo? 240 euro circa per 2 notti per tre persone in tripla con colazione.

Lasciati i bagagli abbiamo iniziato a girovagare per Bangkok a bordo dei mitici tuktuk. Esperienza da cardiopalma. Dribblano a tutto gas taxi, auto, pullman. E tu sei sballottato come un panno in lavatrice. Però che bello...

Così prima tappa Palazzo Reale, quindi Wat Phra Kaew, il What Pho e poi il What Arun nel tardo pomeriggio.

Una mega doccia, un massaggio rinvigorente e poi tappa per una serata iper in una delle terrazze più cool di Bangkok, al Lebua Sky bar. Bella gente, musica in tiro e poi da qui nel centro della città a caccia di emozioni nei vari localini.

Seconda giornata, ancora all'insegna della cultura, iniziata all'alba (10,30 addentavamo la colazione) dopo la sveglia rabbiosa di Luca. E sì, come in ogni gruppo che si rispetti, c'è anche l'iperattivo mattutino. Alle 9 era già docciato, vestito e pronto a partire. Fermi tutti è una vacanza, non un campo di addestramento.

In fin di conti, però, aveva ragione, pochi giorni e tantissimo da fare e vedere.

Optiamo per un giro rilassante in barca sul Chao Phraya, il fiume principale di Bangkok,  e poi gita ad Ayutthaya, antica capitale della Thailandia.

Il programmino serale parte dal mercato per poi spostarsi nei vari quartieri alla ricerca di buona musica live. Per me, amante del Jazz, il Brown Sugar Bar è tappa obbligatoria, quindi girovagare vario e discoteca "The club".

Prima di lasciarci cullare dalle dolci braccia di Morfeo o meglio crollare come zerbini di traverso sul letto, riusciamo ancora a prenotare un volo per Phuket il mattino dopo e un albergo 2 notti. Costo totale per volo solo andata e 2 notti in hotel 4 stelle con colazione a cranio 160 euro circa.

A Phuket abbiamo affittato degli scooter e ci siamo dati alla pazza gioia. Monumenti per Luca, spiagge da urlo e sole per Fabio, aperitivi e snorkeling per me. Abbiamo girato come dei dadi impazziti ed è stato incredibile. Cibo sempre ottimo e gustoso, a prezzi più che abbordabili. 

Però una cosa manca... le immersioni. Ebbene sì dopo il logorroico, l'iperattivo mattutino, c'è anche il "diver compulsivo". Mea culpa, lo ammetto. Fare un viaggio in un posto di mare (e che mare) e non poter mettere muta, erogatori e bombole è per me impossibile. Soffro come se mi togliessero l'aria....

E così prossima metà Khao Lak. Abbiamo affittato una macchina e ci siamo spostati verso nord, lasciando l'isola di Phuket che è collegata alla terra ferma da un comodo ponte.

Ovviamente anche qui il divertimento non manca: dai tanti locali, alla vita notturna, alle spiagge incredibili, ma anche tanto, tanto diving da fare. Prenoto subito le immersioni: 6 in due giorni... che deliziosa maratona.

Prima tappa le Similan. Qui si accodano anche Luca e Fabio perché possono fare snorkelling e scendere a visitare le isole. Tanto pesce, coralli iper, ma neanche uno squaletto a pagarlo. Peccato.... 

Ancora pesce (squali zero), mare cristallino e spiagge da favola a Kho Tachai e alle Surin Islands.  

Quindi ultima sera da brivido e poi il giorno dopo "tragico" rientro in Italia.

Che dire... la Thailandia è un paese top e ci troviamo concordi nel dare come voto complessivo del viaggio 9-.

Quel meno? Beh gli squali latitanti...

Andrea

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