23/01/2026 - 11:20
Carenza di materiali, aumento dei costi energetici e inflazione. Le imprese sono chiamate a ripensare strategie e modelli operativi per restare competitive
Come abbiamo visto molto spesso in passato, il comparto delle costruzioni è sensibile ai cicli economici. La recente combinazione di crisi delle materie prime, l’instabilità geopolitica e l’inflazione persistente ha messo ancora più in difficoltà le imprese del settore, persino quelle più grandi e ben strutturate. Ultimamente, in particolare l’acciaio, il legno e molti componenti tecnici hanno registrato oscillazioni di prezzo e difficoltà di approvvigionamento, mettendo sotto pressione margini e tempi di consegna. In questo scenario, è diventato essenziale adottare strategie anticicliche in grado di rivelarsi efficaci e funzionali in ogni situazione.
Una delle leve più efficaci per affrontare fasi economiche instabili è di certo la flessibilità. Infatti, oggi come oggi è diventato essenziale ridurre i costi fissi e trasformarli, quando possibile, in costi variabili. Questi ultimi consentono alle imprese di adattarsi più rapidamente alle oscillazioni della domanda. Questo approccio riguarda non solo il personale e la logistica, ma anche la gestione delle attrezzature di cantiere. Non a caso, considerando che l’acquisto di macchinari e strutture temporanee comporta investimenti significativi e immobilizzazione di capitale, molte imprese stanno rivalutando l’accesso alle attrezzature solo in funzione delle singole commesse.
In pratica, stanno prediligendo le soluzioni di noleggio piuttosto che l’acquisto di macchinari. Ad esempio, il noleggio trabattelli permette di rispondere a esigenze operative specifiche — manutenzioni, lavori in quota di breve durata e cantieri urbani — senza vincolarsi a beni che potrebbero restare inutilizzati nei periodi di rallentamento del lavoro. Questa scelta incide sui costi, riducendoli notevolmente, ma anche sulla capacità di rispettare tempi e standard di sicurezza, aspetti fondamentali in un mercato sempre più regolamentato.
In un contesto inflattivo, oltre al noleggio di attrezzature proposto da aziende del settore come Boels, le imprese di costruzione devono rafforzare gli strumenti di controllo finanziario, monitorando con maggiore frequenza flussi di cassa, variazioni dei prezzi e scadenze contrattuali. Le migliori strategie anticicliche puntano a distribuire il rischio, evitando esposizioni eccessive su singoli progetti o investimenti non essenziali.
Anche la diversificazione delle attività può rappresentare una risposta efficace: affiancare alle nuove costruzioni interventi di ristrutturazione, manutenzione o riqualificazione energetica consente di intercettare una domanda più stabile, spesso sostenuta da incentivi o programmi pubblici.
Infine, la crisi dei materiali ha messo in luce anche l’importanza dell’efficienza operativa che include la riduzione degli sprechi e l’ottimizzazione delle risorse. Questo significa che è essenziale adottare soluzioni tecniche adeguate al contesto specifico del cantiere, scegliendo le attrezzature più adatte e solo la quantità di materiali effettivamente necessari. Questo approccio aiuta anche a ridurre i tempi di esecuzione e a massimizzare i guadagni. Di conseguenza possiamo affermare che le strategie anticicliche si rivelano soluzioni utili su più fronti, da continuare a implementare e ottimizzare nel breve ma anche nel lungo periodo, in modo che possano supportare notevolmente la crescita delle imprese.
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