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“Res Publica” premia chi reagisce “nel mondo incattivito”

Sabato, a Mondovì, l’appuntamento internazionale con ospiti da tutto il mondo

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“Res Publica” premia chi reagisce “nel mondo incattivito”

Gli ospiti di "Res publica" a Mondovì

26/10/2024 - 10:46

Da Torino alla Somalia, dalle aule dei tribunali alle piantagioni di oppio in Thailandia: sono quattro le diverse realtà e personalità che, per il contributo a favore del bene comune e del senso civico, saranno insignite del Premio Internazionale Res Publica 2024, sotto il tema “reagire a un mondo incattivito”. Il premio, che sarà consegnato sabato 26 ottobre nella Chiesa della Missione di Mondovì, mette in luce eccezionali azioni a sostegno della buona gestione della vita pubblica. L’obiettivo è stimolare governanti e governati affinché senso civico, integrità e professionalità prevalgano. Il premio è rappresentato dalla Circolarità del bene, una scultura bronzea dell’artista Riccardo Cordero.

Il Premio Res Publica 2024, per il comparto "Solidarietà e Inclusione" è assegnato all'Arsenale della Pace di Torino, movimento di ispirazione cattolica dedito alla pace, ai poveri e alla preghiera. "Ammirevole è lo sforzo di promuovere lo sviluppo umano affinché le persone svantaggiate possano vivere in dignità", spiega la giuria del Premio. "Contando su una vasta rete organizzativa, l’Arsenale coniuga, nell’ispirazione come nell’operato, i presupposti fondamentali del Premio: protezione del prossimo e del bene comune".

Per la sezione "Diritti e Dignità delle Donne", la giuria assegna il Premio al Centro Elman per la Pace e i Diritti Umani (“Elman Peace and Human Rights Center”), con sede a Mogadiscio, Somalia. Fondata nel 1990 la Fondazione Elman promuove pace e sviluppo, per responsabilizzare le popolazioni socialmente emarginate. In particolare, la giuria riconosce all'attivista somala Ilwad Elman, responsabile dei programmi del Centro, il merito di gestire uno straordinario impianto socio-etico a costo di rischi personali. Il premio "Difesa della Sicurezza sul Lavoro" è assegnato al giudice Raffaele Guariniello. "La protezione del lavoratore, a volte in difficili condizioni di attività, è garantita dalla Costituzione oltre che dal senso comune: eppure l’Italia registra il maggiore numero di vittime civili tra i paesi avanzati", commenta la giuria assegnando il premio. Per la categoria "Pianeta e Umanità" la giuria premia la Fondazione Mae Fah Luang, fondata nel 1972 in Thailandia: assiste le minoranze etniche nel nord del paese, che da secoli soffrono violenza e sfruttamento. Il lavoro promosso dal presidente Khun Chai (scomparso nel 2021), e poi dal figlio M.L. Dispanadda Diskul, ha portato alla distruzione delle coltivazioni di droga nel triangolo d'oro tra Thailandia, Laos e Myanmar. L'evento è incentrato sul tema "Reagire a un Mondo Incattivito". Presieduto dall'editorialista Dario Fabbri, inizierà con un intervento della giornalista RAI Stefania Battistini.

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