10/05/2025 - 07:51
Si terranno la prossima settimana a Torre Mondovì, dove vive il padre, i funerali di Mamoud Diane, il diciannovenne ucciso a Torino la sera del 2 maggio in via Monterosa, nel quartiere Barriera di Milano. Le cause dello scontro sembrano legate a questioni di droga, ma il movente resta ancora al vaglio della Polizia di Stato.

Gli investigatori non escludono ulteriori sviluppi: nei giorni successivi alla morte, infatti, si sono registrate altre tre aggressioni. Mercoledì si è svolta una veglia religiosa davanti al luogo in cui Mamoud è stato ucciso. Mamoud era arrivato in Italia dalla Costa d’Avorio alcuni anni fa. Non ha vissuto a Torre ma a Chiusa Pesio e Peveragno, ospite di uno zio. Qui aveva lavorato all’Agrifrutta e frequentava il CPIA di Cuneo, dove stava imparando l’italiano. La sua lingua madre era il francese. A sei anni, in Costa d’Avorio, lavorava già come meccanico in un’officina. In Italia sperava in un futuro indipendente. Giulia Marro, consigliera regionale, lo aveva aiutato a scrivere il curriculum per cercare un impiego: «Ricordo il suo sguardo, la voglia di imparare, di rendersi utile».

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