Nella foto, il tribunale di Cuneo dove si è svolta l'udienza
07/01/2026 - 15:39
Si è concluso con una sentenza di condanna il processo per il tentato omicidio della moglie che vedeva imputato un elettricista di Morozzo. Il Tribunale di Cuneo ha stabilito una pena di sette anni e quattro mesi di reclusione per l’uomo, 46 anni, riconosciuto colpevole di aver aggredito la donna a coltellate nel settembre del 2024.
La giudice per l’udienza preliminare Maria Rita Tornesi ha escluso l’aggravante della premeditazione, richiesta dalla Procura, concedendo invece le attenuanti generiche e quella legata al risarcimento del danno, ritenute equivalenti alle aggravanti contestate. La magistrata si è riservata di decidere in un secondo momento sulla richiesta della difesa di sostituire la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. L’imputato resta per ora detenuto nel carcere Cerialdo, dove si trova dal giorno dell’aggressione.
La pubblico ministero Alessia Rosati aveva chiesto una condanna a dieci anni di reclusione. La pena inflitta tiene conto anche della scelta dell’imputato di ricorrere al rito abbreviato, che ha comportato una riduzione automatica della sanzione.
«Attendiamo il deposito delle motivazioni per valutare un eventuale appello», ha dichiarato l’avvocato difensore Pier Mario Morra. «Puntiamo al riconoscimento delle attenuanti generiche come prevalenti sulle aggravanti». Un’eventuale decisione in tal senso potrebbe in futuro portare a una ulteriore riduzione della pena, sommando il beneficio a quello già ottenuto con il rito abbreviato. Il legale ha definito il procedimento «un processo complesso, ma segnato da lealtà e rispetto tra le parti e nei confronti del giudice».
I fatti risalgono al 29 settembre 2024 e si sono verificati nel garage dell’abitazione di famiglia a Morozzo. Secondo l’accusa, l’aggressione sarebbe maturata nel contesto di una separazione non accettata.
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