09/01/2026 - 13:13
Tra le date di commemorazioni imprescindibili sul calendario di un ente pubblico e nella vita civica di una comunità c’è sicuramente il 27 gennaio. Istituito dall’Onu simbolicamente nel giorno in cui furono aperti i cancelli di Auschwitz, il Giorno della Memoria ci impone una riflessione sulla più grande tragedia che ha colpito l’Europa nella sua storia contemporanea: lo sterminio programmato e sistematico di intere fasce di popolazione. Il Comune di Ceva celebra questa importante ricorrenza con un doppio appuntamento proprio nella mattinata di martedì 27 gennaio. Alle 10.30 l’Amministrazione comunale si recherà in visita all’IC Momigliano, dove alcuni alunni presenteranno le attività appositamente pensate e preparate per l’occasione. Alle 11, invece, presso il Parco Perlasca si terrà il momento di cerimonia istituzionale con la deposizione di un omaggio floreale nel ricordo delle vittime della mattanza nazista.
“Vorrei che i giovani si interessassero a questa mia storia unicamente per pensare, oltre a quello che è successo, a quello che potrebbe succedere e sapere opporsi, eventualmente, a violenze del genere. Queste erano le parole di Giorgio Perlasca, al quale è dedicato proprio il Parco in cui si svolgono le celebrazioni, ed è questo il senso più profondo del Giorno della Memoria". E' il pensiero del sindaco di Ceva, Fabio Mottinelli. “Il sonno della ragione genera mostri, ma proprio per questo alcuni giorni sul calendario sono più importanti di altri. Ci sono le ricorrenze in cui ci si riunisce con la famiglia, in cui si celebrano le gioie private, e poi ci sono i giorni in cui si riunisce come collettività e ci si interroga su ciò che ci ha portati qui. Una pace faticosamente conquistata ci ha portati qui, la fine di una guerra che ha visto, come acme di crudeltà, la realizzazione dei campi di concentramento e di sterminio. Il 27 gennaio facciamo nostro l’imperativo morale di ricordare, di parlare per coloro che non possono più farlo, ma soprattutto scolpiamo nella nostra mente e nei nostri cuori ciò che i testimoni ci hanno lasciato come monito: di fronte all’ingiustizia e al dolore altrui, non restiamo indifferenti”.
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