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Dal Monregalese alla guida di Cia Cuneo: Marco Bozzolo nuovo presidente provinciale

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Dal Monregalese alla guida di Cia Cuneo: Marco Bozzolo nuovo presidente provinciale

01/02/2026 - 09:48

Dal cuore delle valli monregalesi, dove la castanicoltura è ancora oggi presidio del paesaggio, della cultura e dell’economia locale, arriva la nuova guida provinciale di Cia Agricoltori Italiani di Cuneo. È Marco Bozzolo, 36 anni, castanicoltore di Viola, figura profondamente legata alla sua terra, a raccogliere il testimone alla presidenza dell’organizzazione agricola cuneese. Bozzolo, laureato in Economia e Commercio all’Università di Genova e con una laurea magistrale in Economia dell’Ambiente conseguita all’Università di Siena, conosce bene il mondo sindacale agricolo: prima dell’elezione era infatti vicepresidente provinciale di Cia Cuneo e presidente regionale dell’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli del Piemonte. La nomina è arrivata all’unanimità nel corso dell’Assemblea dei delegati, riunita nella cornice del castello di Fossano per il rinnovo delle cariche direttive del prossimo quadriennio. Al fianco del nuovo presidente ci saranno il vicepresidente vicario Marco Bellone, riconfermato nel segno della continuità, e due giovani vicepresidenti: Giacomo Damonte e Diego Botta. Nel suo intervento di insediamento, Bozzolo ha voluto ringraziare Conterno e i dirigenti che negli anni hanno accompagnato la crescita strutturale e professionale della Cia cuneese, per poi soffermarsi sulle difficoltà che stanno attraversando le imprese agricole. «Gli ultimi anni – ha sottolineato – hanno fatto emergere tutte le fragilità del sistema: la pandemia, la guerra in Ucraina, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, il cambiamento climatico. Crisi diverse che ci ricordano una verità fondamentale: senza agricoltura non esistono sicurezza, economia e coesione sociale». Tra le priorità del nuovo mandato, Bozzolo ha indicato la necessità di un rapporto più equilibrato con l’agroindustria e la distribuzione. «Serve un dialogo più maturo e costruttivo – ha spiegato – per costruire un circuito virtuoso che sostenga davvero il settore primario. Oggi meno di 15 centesimi per ogni euro speso dai consumatori arriva all’agricoltore. Il resto del valore si disperde lungo la filiera. Un sistema così non è sostenibile: senza una distribuzione più equa del valore, il modello è destinato a crollare». Nella parte dell’assemblea aperta al pubblico si è svolta la tavola rotonda dal titolo “Dalle aree interne all’Europa: costruire il futuro dell’agricoltura in provincia di Cuneo”, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali della Cia, oltre a numerose autorità del territorio. Nel confronto è emersa con forza la specificità della provincia di Cuneo: un territorio in gran parte composto da piccoli Comuni, fortemente agricolo, dove le aree interne rappresentano al tempo stesso una fragilità e una risorsa. Un modello che dimostra il ruolo fondamentale dell’agricoltura nel presidio delle montagne e delle zone marginali, ma che necessita di politiche strutturali e di lungo periodo per contrastare l’abbandono e prevenire il degrado ambientale, economico e sociale.

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