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Sicurezza eventi: quasi 400 fra sindaci e vertici pro loco all'incontro promosso dal Prefetto Savastano

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Sicurezza eventi: quasi 400 fra sindaci e vertici pro loco all'incontro promosso dal Prefetto Savastano

04/02/2026 - 16:35

Quasi 400 amministratori e rappresentanti del volontariato hanno preso parte alla giornata ospitata al centro Incontri della Provincia sulla sicurezza di eventi e locali promossa dalla Prefettura di Cuneo. In sala c’erano sindaci, e presidenti delle Pro Loco, a conferma di quanto il tema non riguardi solo gli addetti ai lavori, ma il cuore stesso della vita sociale dei territori. Un confronto partecipato e concreto, che ha restituito un messaggio chiaro: la sicurezza non è burocrazia, ma tutela della vita. Lo ha ribadito più volte il prefetto Mariano Savastano, sottolineando come la sicurezza non rappresenti una spesa, bensì un investimento. «La fretta è la prima nemica della sicurezza» e «quando parliamo di piani di evacuazione, capienze e flussi non stiamo compilando moduli, ma costruendo uno scudo» sono stati alcuni dei passaggi chiave del suo intervento. L’obiettivo, ha chiarito, non è spegnere la vita sociale, ma impedire che l’aggregazione si trasformi in tragedia. Dal punto di vista dell’ordine pubblico, è emersa con forza l’idea che safety e security siano ormai inseparabili. La sicurezza di un evento non si esaurisce nel giorno in cui si svolge, ma inizia molto prima e continua anche dopo. A fare la differenza sono la qualità della pianificazione e il rispetto delle tempistiche: organizzare tutto all’ultimo indebolisce anche i dispositivi di controllo e prevenzione. I Vigili del Fuoco hanno riportato il dibattito su un piano estremamente concreto: uscite di sicurezza insufficienti, locali interrati, allestimenti e materiali sottovalutati. Dettagli che possono apparire marginali, ma che in situazioni di emergenza diventano decisivi nel determinare l’esito di un evento critico. Sul fronte sanitario, il messaggio è stato altrettanto netto: un evento deve garantire assistenza a chi partecipa senza compromettere quella di chi non partecipa. Le risorse sanitarie non possono essere “assorbite” da una manifestazione, perché il diritto alla tutela vale per l’intera popolazione. Da qui l’invito a pianificare per tempo e con trasparenza, ricordando che tutti gli eventi, anche quelli formalmente a basso rischio, vengono comunque valutati dalla centrale operativa. Il cuore politico della giornata è emerso però da alcuni suggerimenti dei sindaci e del mondo del volontariato. I primi hanno evidenziato una criticità strutturale: ai Comuni vengono affidate responsabilità sempre maggiori in materia di sicurezza, senza che vi sia un adeguato rafforzamento delle risorse, in particolare degli organici di Polizia locale. Garantire controlli continui, non solo sugli eventi ma anche sui locali, diventa impossibile se le regole statali non consentono di assumere personale o se i vincoli di bilancio bloccano ogni margine di manovra. Un esempio concreto lo hanno suggerito da Peveragno, dove  il Comune ha investito circa 20 mila euro per sostenere la Pro Loco nell’adeguamento delle attrezzature, nella formazione e nel rafforzamento delle misure di sicurezza. Una scelta rivendicata con orgoglio, ma che apre una domanda inevitabile: quanti Comuni possono permettersi investimenti simili, con risorse già limitate e fortemente vincolate? Ancora più netto l’allarme arrivato dai presidenti delle Pro Loco. Nessuna richiesta di scorciatoie o abbassamento degli standard, ma una preoccupazione diffusa: la complessità crescente delle norme e la mancanza di interpretazioni uniformi rischiano di produrre non eventi meno sicuri, ma meno eventi. Il volontariato, pilastro delle feste di paese e della socialità locale, rischia di rinunciare. La richiesta è stata chiara: modelli standard, chiarezza applicativa, formazione continua e tavoli di lavoro territoriali. Non sono mancate, infine, le criticità legate al mondo dei locali, con il tema dell’abusivismo e dei controlli spesso inefficaci se concentrati in fasce orarie che non intercettano le reali attività. Il prefetto Savastano ha raccolto le sollecitazioni assicurando che il confronto non resterà isolato. Le domande emerse, ha garantito, non resteranno lettera morta: un secondo incontro è già fissato per l’11 febbraio. 

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