Nella foto, il tribunale di Cuneo dove si è svolta l'udienza
05/02/2026 - 12:02
Nel corso di una recente udienza è stata ricostruita in tribunale a Cuneo l’aggressione avvenuta la sera del 6 luglio 2022 nel centro di Carrù, episodio per il quale sono imputati due fratelli italiani residenti in paese, chiamati a rispondere dei reati di minaccia e lesioni aggravate. Il procedimento riguarda quanto accaduto a un giovane di 23 anni di nazionalità albanese e a suo padre, allora 54enne. Secondo quanto emerso nel dibattimento, all’origine dei fatti vi sarebbero contrasti pregressi, riconducibili a una lite avvenuta circa quattro anni prima tra il 23enne e un altro fratello degli imputati, episodio per il quale era stata presentata una denuncia poi archiviata.
La sera dell’episodio contestato, il giovane si trovava vicino al Bar Italia con due amici. A suo racconto, i due imputati lo avrebbero dapprima infastidito e successivamente aggredito. La situazione sarebbe degenerata poco più avanti, in prossimità dell’ufficio postale, dove si sarebbe verificata una colluttazione fatta di spintoni, calci e pugni. Il 23enne ha riferito che uno dei fratelli avrebbe raccolto una bottiglia da un cestino per lanciarla contro di lui, circostanza che lo avrebbe indotto ad allontanarsi e a contattare telefonicamente il padre.
Quest’ultimo, sentito in una precedente udienza, ha dichiarato di essere stato a sua volta aggredito. Nel suo racconto ha parlato dell’uso di un coltello e forse di un tirapugni da parte dei due imputati, affermando di essersi difeso utilizzando la bicicletta come scudo. Ha inoltre riferito che il figlio si sarebbe spostato verso la biblioteca, mentre l’attenzione degli aggressori si sarebbe concentrata su di lui. Sulla scena, tuttavia, non è stato rinvenuto alcun coltello e alcuni testimoni hanno riferito di aver notato esclusivamente una bottiglia. Il figlio ha invece menzionato la possibile presenza di un paio di forbici. Nel corso dell’udienza è stato ascoltato anche il carabiniere Thomas Mezzasoma, che ha illustrato quanto emerso dall’analisi delle immagini di videosorveglianza. Il militare ha riferito di un atteggiamento definito “aggressivo” da parte dei due fratelli, entrambi già noti alle forze dell’ordine. Dalle riprese di una gioielleria della zona, ha spiegato, si osserva l’inizio della colluttazione, con uno degli imputati che si scaglia contro la parte offesa, venendo fermato da un altro soggetto presente.
Secondo quanto ricostruito attraverso i filmati, il 23enne avrebbe reagito colpendo con un pugno uno degli aggressori, che a sua volta avrebbe raccolto da terra un oggetto non identificato per scagliarlo. Le immagini mostrerebbero inoltre l’allontanamento di F.F. verso un’auto parcheggiata, dalla quale avrebbe estratto un oggetto aprendo il cofano, per poi tornare verso l’area del bar, dove si sarebbe verificata una seconda colluttazione. Il processo prosegue per l’accertamento delle responsabilità e per la completa ricostruzione della dinamica dei fatti.
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