06/02/2026 - 17:40
Scorte di vino in aumento in Italia, ma il Piemonte va in controtendenza. Nel 2025 le giacenze nazionali raggiungono 59,4 milioni di ettolitri (+4,4% sull’anno precedente) e la produzione italiana risale a 47,4 milioni di ettolitri (+7% sul 2024). In Piemonte, invece, la produzione scende a 2,15 milioni di ettolitri (-9,5% sul 2024), contribuendo a limitare l’accumulo di scorte e distinguendo la regione dal trend nazionale.
I dati emergono dal Report 2025 del Wine Permanent Observer (Wpo), presentato ad Alba durante “Vino e Mercati – Nuovi mondi, nuovi accordi”, appuntamento promosso da Confindustria Cuneo con il coinvolgimento dei consorzi di tutela e il sostegno della Camera di Commercio di Cuneo.
I numeri di scenario, elaborati su base Masaf – Cantina Italia, mostrano un’Italia con stock in crescita e una produzione in ripresa, mentre il Piemonte presenta un andamento più contenuto.La lettura di produzione, giacenze e imbottigliamenti è stata affidata ad Alberto Cugnetto, che ha evidenziato differenze tra denominazioni: Barolo registra un calo degli imbottigliamenti (-1,3%) e una lieve riduzione delle giacenze; più debole la situazione del Barbaresco; maggiori criticità per alcune denominazioni a più alto volume.
Sul fronte delle uve, nel confronto 2025-2024 si rileva una riduzione media dei prezzi del 18%, con casi oltre il -25%. Negli anni precedenti si erano invece registrati forti aumenti: +36,9% nel 2021 e +22,5% nel 2022.
I prezzi dei vini nella Gdo, illustrati da Elena Angaramo, indicano che Barolo e Barbaresco mantengono i valori medi più elevati. Dal 2021 il trend è stato complessivamente crescente, ma nell’ultimo anno 5 vini su 12 hanno registrato un calo. Le diminuzioni più rilevanti riguardano Roero Arneis, Piemonte Barbera e Gavi. In aumento risultano Barolo, Barbaresco e Langhe Doc Nebbiolo, pur senza recuperare i livelli medi del 2023. I prezzi medi sugli scaffali risultano oggi leggermente più alti in Piemonte rispetto alla Lombardia.
Per i mercati esteri, l’analisi Wpo basata su Nomisma Wine Monitor (dicembre 2025) segnala, nei primi nove mesi del 2025, un calo dell’export di vino italiano del -2,2% a valore e -1% a volume. Fanno eccezione Canada e Brasile, entrambi in crescita, mentre Germania e Stati Uniti mostrano andamenti divergenti tra valori e volumi.
Il tema degli accordi commerciali UE–Mercosur è stato affrontato da Ignacio Sanchez-Recarte, che ha illustrato lo stato del processo di ratifica e i meccanismi di tutela previsti. I dati economici di contesto sono stati presentati da Francesca Migliarucci, con un focus sul peso delle filiere e sul ruolo del Brasile come principale mercato dell’area Mercosur.Dal mercato brasiliano è intervenuto Julio Vargas, che ha descritto un contesto più selettivo per l’importazione dei vini.
I lavori sono stati aperti e chiusi da Paola Lanzavecchia.
Powered by Gmde srl