MONDOVÌ
20/02/2026 - 12:39
Sport, memoria e impegno sociale si sono intrecciati ieri all’hotel La Ruota di Pianfei, dove si è svolta la serata interclub tra i Panathlon di Mondovì e Cuneo. Un appuntamento pensato come momento di incontro ma anche di riflessione culturale, che ha messo al centro una pagina decisiva della storia olimpica italiana. Cuore dell’evento la presentazione del volume "Le donne di Cortina", alla presenza della coautrice Adriana Balzarini.

Il libro ricostruisce le vicende legate alle Olimpiadi Invernali di Cortina d’Ampezzo 1956, edizione che segnò un passaggio epocale: per la prima volta i Giochi invernali furono trasmessi in televisione, entrando nelle case degli italiani e contribuendo alla diffusione di discipline fino ad allora poco conosciute, come il pattinaggio di figura. Quell’appuntamento olimpico rappresentò un momento chiave non solo dal punto di vista sportivo, ma anche sociale. A Cortina emersero figure destinate a lasciare un segno, come Giuliana Minuzzo, prima donna nella storia a pronunciare il giuramento olimpico. Un gesto simbolico che testimoniava un cambiamento in atto e una presenza femminile sempre più riconosciuta anche nei grandi eventi internazionali.
Il libro amplia lo sguardo oltre le atlete in gara, raccontando il contributo delle donne a tutto tondo: volontarie, allenatrici, giudici di gara. Donne preparate, spesso in grado di parlare fino a tre lingue, protagoniste di un’organizzazione complessa in un’Italia ancora segnata dalla ricostruzione del dopoguerra. Molte di loro affrontavano le stesse piste su cui oggi si cimentano i campioni, ma con sci di legno e attrezzature tecnicamente lontane dagli standard attuali. Erano madri e sportive insieme, esempio concreto di una emancipazione silenziosa ma determinata. A suggellare simbolicamente quell’Olimpiade fu la presenza di Sofia Loren, madrina dei Giochi e icona di un Paese che guardava con fiducia al futuro. Un’immagine che contribuì a proiettare all’estero un’Italia dinamica e moderna.
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Nel corso della serata, Balzarini ha illustrato il lungo lavoro di ricerca condotto insieme ad Antonella Stelitano: due anni di studio negli archivi nazionali del Coni, integrati da viaggi e incontri con le famiglie delle protagoniste, alla ricerca di fotografie inedite e testimonianze dirette. Il volume, arricchito dalla prefazione di Deborah Compagnoni, è costruito come una raccolta di storie che restituiscono uno spaccato umano intenso e spesso poco conosciuto. Tra gli episodi ricordati, quello della solidarietà che permise a un’atleta americana, costretta sulla sedia a rotelle in una Cortina ancora caratterizzata da numerose barriere architettoniche, di assistere comunque alle gare grazie all’impegno dei volontari. Un gesto che racconta lo spirito di accoglienza e generosità che accompagnò quell’edizione dei Giochi.
Le autrici hanno inoltre sottolineato che le royalties derivanti dalla vendita del libro saranno destinate a iniziative benefiche, scelta che richiama pienamente i valori del Panathlon, da sempre attento alla promozione di uno sport etico e inclusivo. La serata si è così trasformata in un’occasione per riscoprire non solo un grande evento sportivo, ma anche il contributo spesso poco narrato delle donne che ne furono protagoniste.
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